Dante – Papa Francesco: “Seguite l’esempio del Sommo Poeta”

Talal Khrais (National News Agency – NNA) Vaticano – Nonostante l’Italia stia ancora combattendo la sua guerra contro la pandemia di coronavirus, sono state portate avanti diverse iniziative culturali, adottando le necessarie precauzioni, al fine di preservare la memoria storica, culturale e umanitaria del Paese. In tutta Italia sono state organizzate una serie di manifestazioni, in occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, poeta fiorentino e autore della “Divina Commedia”. Sono state allestite diverse mostre, effettuate ristampe di libri e previsto un gran numero di letture a lui dedicate. Le più importanti testate giornalistiche italiane hanno riservato i loro supplementi culturali a questo simbolo nazionale, divenuto nei secoli uno dei maggiori personaggi-simbolo Italiano, insieme a Michelangelo e Leonardo Da Vinci.

Il quotidiano “La Repubblica”, che ha già offerto in allegato con il giornale i primi due volumi della “Divina Commedia”, venerdì pubblicherà il terzo. Anche Papa Francesco ha voluto scrivere qualcosa per onorare il Sommo Poeta. Nella sua lettera apostolica Candor Lucis Aeternae per i 700 anni dalla morte di Dante, il Pontefice dice che: “Dante oggi ci chiede di essere ascoltato”. Secondo Papa Bergoglio, Dante ha molto da comunicarci e considera il poeta fiorentino «profeta di speranza e testimone del desiderio umano di felicità. in questo particolare momento storico, segnato da molte ombre, da situazioni che degradano l’umanità, da una mancanza di fiducia e di prospettive per il futuro può ancora donarci parole ed esempi che danno slancio al nostro cammino”.

Nel sottolineare l’importanza della ” Divina Commedia”, Papa Francesco ha scritto: “A settecento anni dalla morte, avvenuta nel 1321 a Ravenna, nel suo angosciante esilio dalla sua amata Firenze, Dante ci parla ancora. Parla a noi, uomini e donne di oggi, e ci chiede non solo di leggerlo e studiarlo, ma anche di ascoltarlo e imitarlo nel suo cammino verso la felicità, cioè l’amore eterno e infinito di Dio”.

Papa Francesco ha spiegato che ci sono due assi principali della grande opera del poeta: “il desiderio intrinseco dell’anima umana e la felicità conferita dalla visione dell’amore che è Dio per trovare la “retta via” e quindi per raggiungere la pienezza della vita nella storia e l’eterna beatitudine in Dio”. In questo contesto, ha evidenziato che il cammino a cui si riferiva Dante è un vero pellegrinaggio, realistico e possibile per tutti perché la misericordia di Dio offre sempre la possibilità di cambiamento e conversione”. Un fatto degno di nota è che Dante Alighieri che, nacque a Firenze nel 1265 e morì a Ravenna nel 1321, contribuì alla nascita della lingua italiana adottando il dialetto toscano invece del latino per scrivere il suo capolavoro, “La Divina Commedia”. (traduzione di Letizia Lombardi)

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