Egitto – 40 ambasciatori a Bent Senefru

Lorenzo Utile – Nonostante la soffocante ondata di caldo che attanaglia il Cairo, giornalisti e media sono intervenuti alla Necropoli di Dahshur, a Giza, per unirsi al Ministro delle Antichità egiziano, Khaled El-Enany, e ai 40 ambasciatori provenienti da paesi africani e non, per celebrare la fine dei restauri alle piramidi di Bent Senefru.

Gli ambasciatori stranieri in Egitto che si sono recati a Dahshur per partecipare all’inaugurazione, fra i quali i rappresentanti di Germania, Italia, Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Cameron, Congo. Le piramidi di Bent Senefru sono ora aperta al pubblico.

Mostafa Waziri, segretario generale del Supremo Consiglio delle Antichità, ha affermato che i lavori di restauro su entrambe le piramidi hanno comportato il consolidamento delle strutture e pareti interne e l’installazione di un sistema di illuminazione esterno e interno, insieme a rampe e scale in legno per facilitare le visite. Sul posto, El-Enany ha spiegato che la piramide di Bent Senefru è un’antica struttura egizia situata nella necropoli reale di Dahshur, inserita nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO come parte della Necropoli di Menfi.

La piramide fu costruita durante il regno del re Sneferu (verso il 2600 a.C.) ed è un esempio unico di sviluppo della piramide in Egitto. Rappresenta una forma di transizione fra la piramide a gradoni di Djoser, la piramide di Meidum e la piramide rossa.

La piramide piegata aveva angoli di inclinazione ripidi e mostrava segni di instabilità durante il suo processo di costruzione. Per correggere l’inclinazione di Bent, i costruttori hanno cambiato l’angolo di costruzione a 45 gradi.

Tuttavia, poiché la piramide mostrava segni di cedimenti, i costruttori realizzarono un’altra piramide adiacente a Bent, la Piramide Rossa, così chiamata per il colore delle pietre, come luogo di sepoltura reale.

Dopo l’inaugurazione, El-Enany ha annunciato la scoperta di un muro di tortura del Medio Regno a circa 300 metri a sud della piramide del re Amenemhat II, nella necropoli di Dahshur. La scoperta è stata fatta da una missione archeologica egiziana, che stava scavando nella zona di Dahshur. La missione egiziana si è imbattuta nei resti del muro di cinta del Medio Regno, che si estende per 60 metri verso est, ha spiegato il ministro.

El-Enany ha detto che la missione ha trovato una collezione di sarcofagi in pietra, argilla e legno con alcuni che ospitano ancora le mummie. Alcuni dei sarcofagi, che sono antropoidi, sono stati trovati molto ben conservati, con le pitture originale sulla superficie. E’ stata anche rinvenuta una collezione di maschere funerarie in legno, insieme a strumenti usati per tagliare pietre, del periodo tardo, a indicare che l’area fu riutilizzata in anche in un periodo successivo.

Waziri ha sottolineato che la missione ha selezionato una tale area per i suoi scavi a causa di precedenti indagini archeologiche che hanno rivelato grandi blocchi di pietra nella superficie di Dahshur, insieme a frammenti di calcare e granito, che indicavano l’esistenza di tombe. La missione ha iniziato gli scavi che hanno fatto la scoperta nell’agosto 2018 e completato la sessione nell’aprile 2019. Altri lavori riprenderanno più tardi per scoprire ulteriori segreti della zona.

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