Governo Draghi – Priorità a criminalità, corruzione e ricostruzione

Talal Khrais (National News Agency – NNA Libano) – Prima il Senato e poi la Camera dei Deputati: il Parlamento italiano ha dato fiducia al governo di Mario Draghi, ottenendo, come previsto, la maggioranza assoluta. Alla Camera dei Deputati il neo premier ha ottenuto 535 voti a favore e 56 contro. A non appoggiare il nuovo governo Il partito di centro destra Fratelli d’Italia, una minima parte dei partiti di sinistra e un gruppo del Movimento Cinque Stelle che non ha accettato la decisione della dirigenza di entrare in questo nuovo esecutivo. La stessa cosa si è ripetuta al Senato: Il M5S ha espulso 15 senatori che hanno votato no a Draghi.

Commentando gli interventi dei vari parlamentari, Draghi nel suo discorso si è soffermato sull’economia, soprattutto sui primi provvedimenti per arginare l’emergenza sanitaria ed economica, per far fronte alla disoccupazione e aiutare le piccole e medie imprese, l’impiego di capitali per rafforzare le capacità del sistema produttivo e aiutarlo a competere sui mercati internazionali. Ha sottolineato l’importanza di combattere la criminalità e la corruzione, specificando che nessuno viene a investire per essere vittima di criminalità e corruzione. È interessante notare che Draghi, dopo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 3 febbraio, gli ha conferito l’incarico di formare il governo, ha convinto i partiti politici a mettere da parte le questioni divisive e unirsi per affrontare la difficile situazione. Tutti uniti per limitare gli effetti della crisi sanitaria, soprattutto eliminando l’epidemia nel Paese e fermandone le ripercussioni economiche. Presentando il suo programma ai deputati, il neo Premier, ha chiesto di “ricostruire” il Paese, che è stato duramente colpito dalla crisi sanitaria ed economica, impegnandosi a combattere l’epidemia con tutti i mezzi. “Come i governi dell’immediato dopoguerra – ha dichiarato Draghi – abbiamo la responsabilità di avviare una nuova ricostruzione. La nostra missione di italiani è di lasciare un Paese migliore e più giusto per i nostri figli e nipoti”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini ha deciso di sostenere, insieme a Forza Italia, il governo Draghi con la maggioranza di centro sinistra. “Penso che questo governo – ha spiegato il leader del centro destra – renderà l’Italia più forte in Europa, perché il prestigio di Mario Draghi, diverso dal suo predecessore, ci permetterà di ottenere questo importante risultato. Grazie al contributo della Lega si potranno cambiare quelle regole europee su austerità, immigrazione, agricoltura e tutela dell’industria italiana, che in passato non abbiamo potuto cambiare”.

Incisivo e duro l’intervento della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che nel confermare il suo no al governo ha anche assicurato l’appoggio e il supporto a tutti i provvedimenti utili all’Italia. “Se avessimo anche noi votato a favore – ha spiegato la Meloni – sarebbe stata un’anomalia: unico Paese democratico con un presidente del consiglio non legittimato dal voto popolare e unico Paese democratico senza un’opposizione parlamentare, il che avrebbe avvicinato l’Italia più alla Corea del nord che all’occidente e avrebbe finito per indebolirci tutti. Vogliamo dire no all’idea che l’Italia sia una democrazia di serie b e alla possibilità che ci siano partiti con sempre meno consenso e sempre più poltrone.

Noi scegliamo di rinunciare all’ipocrisia di quelli che prima elogiavano Giuseppe Conte e ora lo rinnegano. E siamo contro a una sinistra che usa il rischio del covid per scampare il rischio che un centro destra vincente alle urne possa eleggere un presidente della repubblica indisponibile a tenere il PD al governo anche se perde continuamente le elezioni”. L’onorevole Meloni ha espresso forti perplessità sul fatto che un governo, nato nel segno della continuità con il precedente esecutivo, possa riuscire a fare meglio. Ha citato Ghandi e le sue parole: ”Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e ha chiesto a Draghi come si concilia il richiamo alla crescita economica, che significa liberare le aziende dai vari vincoli, con la scelta di un ministro esponente della sinistra più sindacalizzata; come si concilia l’auspicio che l’Italia torni ad essere protagonista nel Mediterraneo con la volontà di dialogare con la Turchia del sultano Erdogan che porta avanti una politica imperialista anche contro l’Italia. Giorgia Meloni ha concluso il suo intervento chiedendo a Draghi determinazione nel fare tutto quello che serve per difendere l’Italia: le sue aziende, il suo lavoro, i suoi confini, la sua identità e la democrazia. (Traduzione Letizia Leonardi)

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