IDLIB – Successo turco per quattro milioni di persone

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Roberto Roggero

Sono circa quattro milioni, i civili che, grazie alla mediazione della Turchia, sono stati risparmiati da quello che si preaunnciava come un vero e proprio bagno di sangue, e dal rischio di dover abbandonare le proprie case.

Situata nel nord-ovest della Siria, Idlib è diventata una delle regioni più colpite dalla grande ondata di violenza durante la guerra civile siriana.

Dopo diversi incontri, che hanno fatto parte di quello che è ormai noto come Accordo di Astana, fra i presidenti di RussiaTurchia Iran, è stata decisa la creazione di un corridoio di smilitarizzazione.

Una vittoria diplomatica e umanitaria della Turchia, dove però la guerra non è ancora finita e il lavoro da fare è ancora molto, poiché Idlib rimane ancora un roccaforte dell’opposizione e sacca di resistenza di diverse formazioni fondamentaliste, fra cui Tahrir Al-Sham, o il Fronte Al-Nusra.

La popolazione civile ha raggiunto i quattro milioni, a causa degli attacchi del regime di Bashar Al-Asad e dei suoi alleati in molte altre province della Siria, causando esodi di massa, ma anche la concentrazione di numerose formazioni armate, per lo stesso motivo.

Mentre Damasco ha dispiegato massicce forze militari intorno a Idlib, intensamente elementi militari a Idlib – circondandola su tre lati, Bashar Al-Asad e i funzionari russi hanno fatto dichiarazioni minacciose nei confronti dei reparti ancora in armi nella provincia e hanno lanciato attacchi aerei e di artiglieria soprattutto all’inizio di settembre

Decine di migliaia di civili hanno iniziato a migrare verso le regioni vicine al confine turco o ai punti di osservazione dell’esercito turco, mentre l’ONUaumentava i suoi avvertimenti su un possibile massacro di massa, ondate migratorie e crisi umanitarie a Idlib, la Turchia ha accelerato l’attività diplomatica, conducendo incontri al vertice con Mosca e Teheran. In seguito alla proposta del presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante il vertice trilaterale tenutosi a Teheran il 7 settembre, Turchia e Russia hanno concordato ulteriori misure per mantenere il cessate-il-fuoco a Idlib in una riunione tenuta a Sochi il 17 settembre. In seguito all’accordo di Sochi, una nuova fase è iniziata a Idlib con il governo di Damasco e la Russia che hanno posto fine agli attacchi aerei.

Circa 80.000 civili che avevano lasciato le loro case in seguito agli attacchi, sono tornati a Idlib, incoraggiati dalla presenza dell’esercito turco nei punti di osservazione, e hanno iniziato a ricostruire gli edifici danneggiati. Nonostante le difficili condizioni, le famiglie di Idlib hanno iniziato a mandare i loro figli a scuola. L’ambiente di fiducia ha rianimato la vita sociale ed economica della città.

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