Il Libano terra fenicia

Talal Khrais, Paola Angelini – Roma
3 agosto 2018

Crocevia tra Cristianesimo e Islam, il Libano è da millenni un punto d’incontro tra civiltà diverse, e tra diverse confessioni religiose, in tutto 18. Conosciuto anche come la Svizzera del Medioriente, è citato nella Bibbia, e Terra di pellegrinaggio per Papa Francesco.

Si estende tra Siria e Israele in una regione dell’Asia occidentale equivalente all’Abruzzo, in cui si erge la catena del Monte Qornet es Saouda che supera i 3.000 metri.

La riserva dei Cedri dello Chouf, poco conosciuta dai turisti, si estende dal distretto dello Chouf fino alla Valle della Bekaa. con una superficie pari al 5 % dell’intero territorio libanese, è il polmone del Libano. I cedri possono raggiungere 2 metri e mezzo di diametro e 40 di altezza. Con il legno dei cedri sono state costruite navi che hanno navigato per il mondo, usate da Egizi, Fenici e Cananei. Nel percorso che porta alla riserva, vivono animali appartenenti a specie in via di estinzione.

Nei dintorni è possibile visitare Beit Eddin (o Bayt al-Din, “casa della religione”), il Palazzo dell’Emiro Bashir Shehab II, una delle più importanti opere d’architettura moresca libanese mescolata all’arte toscana, e anche, non lontano, il villaggio di Deir El Qamar (Monastero della Luna), residenza di governatori ottomani di un tempo passato.

Antiche testimonianze archeologiche, restituite dall’area fenicia, provengono dalla città di Byblo, che venne conquistata dall’impero Persiano di Ciro il Grande, dai Romani, e nel VII secolo dagli Arabi che introdussero l’Islam e le sue tradizioni. L’antica città è sulla costa libanese, a nord di Beirut (a circa 37 km). I mercanti Fenici salpavano dalle città costruite a ridosso della catena del Jabal Lubnān (il Monte Libano che attraversa il paese da nord a sud), e fecero sperimentare ai popoli del Mediterraneo e dell’Europa la porpora, il papiro e il vetro. Navigarono il Grand Bleu – il Mediterraneo – per unire luoghi e culture, da Cipro all’Egitto, dalla Grecia al Maghreb, da Malta alla Sicilia, dalla Sardegna alle Baleari.

Byblo, sito archeologico con rovine romane e crociate, è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità.

Beirut diventa (negli anni ’60)  la capitale finanziaria di tutto il Medio Oriente, con servizi bancari e amministrativi moderni e competitivi, in un regime economico di libero scambio favorito dallo spiccato senso degli affari dei suoi abitanti. L’economia era, ed è tutt’oggi, concorrenziale. Ma la lunga guerra civile (1975-1990), l’invasione israeliana del 1982 e i persistenti scontri tra fazioni hanno provocato effetti devastanti sull’economia del paese, senza però intaccare la buona reputazione nel settore dei servizi finanziari e assicurativi. La storia libanese è caratterizzata da alterni periodi di instabilità politica e domini, finché, nel 1943, riesce a ottenere l’indipendenza dopo un lungo periodo di protettorato francese (1920-1943).

Un meritato riconoscimento Unesco è stato espresso a Tiro, che conserva siti archeologici pavimentati a mosaici e un imponente arco di trionfo, e che nel Medioevo è stata una delle quattro arcidiocesi  della Chiesa cattolica, facente capo al patriarcato di Gerusalemme dei Latini.

A Tiro i mercanti fenici contribuirono a  diffondere l’alfabeto fenicio, tecnica rivoluzionaria che ha poi dato vita all’alfabeto greco, a sua volta all’origine dell’alfabeto cirillico utilizzato in Europa orientale. Altro merito è l’introduzione della tinta purpurea, chiamata “Porpora di Tiro” o “Porpora imperiale”, usata da molti uomini di potere. La tinta prodotta a Tiro era la hyacinthina, ricercata soprattutto dai Romani, che ne vennero affascinati e ne fecero una regola, nonostante i proibitivi costi legati ai complessi processi di lavorazione delle stoffe . I centri di lavorazione della tintura sorgevano vicino al mare perché il mollusco (Murice), per essere lavorato, doveva avere ancora la ghiandola piena di liquido.

A Sidone si deve la lavorazione del vetro, e l’inizio della tecnica della canna da soffio che permette di inventare forme illimitate di creazioni.

La città ha avuto valore religioso, politico, commerciale, e sembra sia stata abitata fin dal 4000 a. C. Il Castello di Sidone è la fortezza marina costruita dai crociati nel XIII secolo.

La città di Baalbeck somiglia all’antica Roma: il sito romano è ben conservato, l’acropoli è considerata la più grande del mondo, oltre al Tempio di Giove, 60 d.C., e al Tempio di Bacco (150 d.C.). Baalbek è stata il paniere alimentare dei Romani, e tuttora lo è per il Libano e per alcuni Paesi arabi. Molti turisti la visitano e si fermano a Zahle, conosciuta come la Sposa della Bekaa. All’estremità settentrionale della città, si trova la valle del fiume Bardouni o Wadi El-Arayesh (Valle della vite).

Infine, il villaggio armeno di Anjar, un sito omayyade (Libano), famoso per essere stato uno dei principali mercati lungo la via della seta.

http://mot.gov.lb/ar/Media/VideoGallery#video=19

http://mot.gov.lb/ar/Media/VideoGallery#video=28

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