Il Ministro della Difesa italiana in Libano con i Caschi blu

Talal Khrais, Paola Angelini
Redazione Assadakah di Beirut

Si è conclusa – senza interesse da parte della stampa italiana – la prima visita ai Caschi blu italiani del Sector West di UNIFIL da parte del Ministro della Difesa italiana, Elisabetta Trenta. Nella base italiana di Shama, accompagnata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale, Claudio Graziano, e dal Force Commander and Head of Mission di UNIFIL, il Generale di divisione Stefano Del Col, ha incontrato la Brigata Alpina Julia Multinational Land Force.

Accoglienza cordiale del Presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, leader del Movimento Amal, e del Generale di Brigata Paolo Fabbri, comandante del Sector West di UNIFIL. Le Forze Armate italiane sono a supporto delle Forze Armate libanesi: l’obiettivo degli uomini della Brigata Alpina Julia è rendere il Libano più stabile e più sicuro.

Il Ministro Trenta, nella base Millevoi, ha detto: “Porto il saluto e il ringraziamento del Governo italiano che non farà mai mancare il supporto alla missione UNIFIL. La vostra è una missione molto importate, e lo è per tutta la comunità internazionale, visto l’impegno quotidiano per la cessazione delle ostilità. Grazie a voi di Leonte XXIV per quello che avete dato, che date e che darete ancora per il Libano. Qui si respira da vicino il grande ruolo dell’Italia in ambito internazionale. Siate fieri del basco blu che indossate: il basco blu è per sempre, io sono fiera d’averlo indossato qualche anno fa, e vi auguro di esserne fieri per tutta la vita”.

Il Ministro ha sottolineato l’importanza delle relazioni bilaterali tra Italia e Libano, confermato gli eventuali aiuti, e affermato di voler mettere in pratica i risultati della conferenza di Roma e di Parigi.

L’Italia è a sostegno delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 425 del 19 marzo 1978, n. 1701 del 11 agosto 2006, e n. 1832 del 27 agosto 2008. Inserita nella forza multinazionale denominata UNIFIL dal 1978, opera lungo la linea “armistiziale” Blue Line tra il Libano e Israele. Prima della crisi del luglio-agosto 2006, la forza multinazionale di UNIFIL aveva il compito di verificare il ritiro delle truppe israeliane dal confine meridionale del Libano, e di assistere lo stesso governo nel ristabilire la propria autorità nell’area. Dal 28 gennaio 2012, l’Italia ha assunto il comando della missione UNIFIL che vede impiegati i militari provenienti da vari paesi, di cui 1100 italiani per lo più militari della Brigata “Sassari”.

UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) ha lo scopo di assistere la popolazione civile e sostenere le Forze Armate libanesi nelle operazioni di sicurezza, stabilizzazione e prevenzione dell’area, e creare le condizioni di una pace duratura. Inizia con la Risoluzione 425, adottata nel 1978 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell’invasione del Libano da parte di Israele (marzo 1978). Sono oltre 40 anni che l’Italia è impegnata in UNIFIL per assicurare il mantenimento della fragile pace al confine tra il Libano e Israele. L’area di competenza del Contingente occupa 108 municipalità.

Il personale sanitario del CSS (Combat Service Support) Battalion, su base Reggimento Logistico “Folgore” e annesso a UNIFIL, è intervenuto in diversi villaggi e scuole libanesi assicurando cure e medicinali per la popolazione civile, offrendo suggerimenti sulla profilassi delle malattie più comuni nell’area. Un’attività che, oltre a contribuire a migliorare le condizioni di vita dei civili libanesi, ha un impatto positivo in termini di fiducia e apprezzamento nei confronti dei militari italiani.

I militari italiani UNIFIL sono stimati per le straordinarie operazioni umanitarie a sostegno delle popolazioni civili. La stampa libanese ha dedicato molto spazio agli incontri istituzionali con il Ministro Trenta e ai bilanci positivi della missione italiana, mentre la stampa e i canali televisivi italiani, poco attenti alla diffusione delle visite ufficiali in Libano, non offrono spazi adeguati. Troppo spesso mancano le informazioni costruttive sui contenuti, e sui leader libanesi che dovrebbero avere maggiore visibilità

Inoltre la stampa dovrebbe meglio informare sull’enorme lavoro che il Libano svolge per tutti, compresa l’Europa.

Il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, era in missione al Cairo, la prima missione dopo la scomparsa del ricercatore Giulio Regeni: “L’Italia e l’Egitto condividono la responsabilità geopolitica sulla Libia. Abbiamo concordato su tutti i punti rilevanti sulla situazione libica attuale e guardiamo all’integrità, alla sicurezza, alla pace del Paese e al benessere dei libici e alla loro possibilità di esprimersi in elezioni”.

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