Migranti: ci saranno soluzioni?

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Paola Angelini –Talal Khrais

Il Premier Conte sarà a Parigi per il faccia a faccia con Macron. L’Italia e la Francia dovranno approfondire la cooperazione per un’efficace gestione dei migranti attraverso uno sviluppo europeo di solidarietà e assistenza.

Il traffico migratorio sembra non avere soluzioni. In Italia e in Libano è simile: la settimana scorsa il Libano ha rivolto pesanti accuse sia all’Alto Commissariato delle Nazione Unite che alle Organizzazioni non Governative per aver intimidito i rifugiati che desiderano tornare in Siria.

Il Ministro dell’Interno Salvini, leader della Lega del Governo Conte, promette di ridimensionare i finanziamenti per l’ospitalità dei richiedenti asilo. Cifre da capogiro, com’è noto, che qualcuno sostiene rappresentino un gigantesco affare del quale alcuni furbi approfittano senza scrupoli.

L’Italia è la porta d’Europa e ha accolto centinaia di migliaia di fuggitivi, facendo un grande lavoro. Le complicazioni però restano perché, una volta sbarcati, i più aspettano.

I contesti mediorientale e africano in questi anni hanno allargato il flusso dei migranti. È certo che i risultati della guerra in Siria e della caduta del regime di Gheddafi, le Primavere arabe, il regime militare in Eritrea, l’instabilità afghana e del resto del continente nero inducono in milioni di persone un sogno: fuggire. Ma come gestire l’accoglienza e l’eventuale permanenza?

La materia va riconsiderata e ristrutturata. Il trattato di Dublino prevede la ricollocazione automatica, caricando tutti gli oneri sullo Stato di prima accoglienza dei migranti. Il fenomeno, palesemente, non avvantaggia Paesi come Italia e Grecia: se un profugo che presenta istanza di asilo in un paese della UE attraversa illegalmente la frontiera verso un altro paese, viene riconsegnato forzatamente al primo Stato.

Finora, in Europa, è mancato un discorso serio.

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