Iran – Lo sviluppo della tecnologia difesa/offesa

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Roberto Roggero

Di fronte al ritiro americano dal programma nucleare, e ai continui tentativi di Washington di contrastare qualsiasi forma di sviluppo da parte dell’Iran, Teheran non è stata certo a guardare e, come risposta a quella che definisce una vera e propria aggressione, ha cominciato a sviluppare le proprie contromisure.

Dal dicembre 2011, quando venne abbattuto un drone americano Sentinel, la CIA si è data parecchio da fare per presentare la tecnologia di Teheran come derivata da una sorta di “retro-ingegneria” americana tipo RQ170 Sentinel, ovvero copiata, ma il rapporto diffuso dall’US-Naval Institute è in seguito risultato falso, ovvero costruito in base a deduzioni appositamente calcolate come quella che vuole il drone iraniano realizzato con un software a modello statunitense, per la precisione del caccia F5-Tiger. La CIA ha poi ammesso la perdita del drone, tuttavia precisando che non sarebbe stato abbattuto, ma precipitato per un malfunzionamento e che il rischio di una “copiatura” della tecnologia al suo interno non esisteva in quanto i sistemi di protezione sono predisposti perché, in caso di emergenza, ogni apparato sia prontamente autodistrutto, per non cadere in mano nemica.

L’Iran invece sostiene la versione opposta, cioè di avere abbattuto un drone americano, e di averne carpito ogni minimo particolare segreto. Dove sta la verità?

I fatti che seguono forse possono dare qualche suggerimento: non molto tempo dopo, l’Iran presentò al mondo il nuovo caccia super tecnologico di quinta generazione, battezzato Qahwer-313, ma il documento video diffuso si rivelò a sua volta un falso, come i precedenti Shafagh e Twilight che, definiti superiori a qualsiasi altro velivolo, furono smascherati come modelli in legno. Stesso discorso per il nuovo sottomarino Classe Ghadir.

Il Qaher-313, (letteralmente “Conquistatore”) è stato presentato in occasione del primo giorno delle celebrazioni che commemorano la vittoria della Rivoluzione Islamica del 1979. Alla presentazione del velivolo definito “super caccia di ultima generazione” partecipò l’allora presidente Mahmoud Ahmadinejad in persona. Il Qaher-313, secondo quanto affermato durante la presentazione, era equipaggiato con le più recenti tecnologie sviluppate in Iran, ad esempio il radar in grado di inseguire e ingaggiare molteplici bersagli aerei e terrestri in ogni condizione meteo. Il velivolo poteva svolgere svariate missioni in una sola uscita, con una capacità di trasportare internamente il proprio carico bellico per ridurre la segnatura radar.

Il ministro della difesa, il generale Ahmad Vahidi, dichiarò: “Il nostro caccia invisibile è in grado di seguire il profilo del terreno sfrecciando ad altissima velocità grazie al suo profilo. Il Qaher è una manifestazione delle capacità iraniane di costruire velivoli di ultima generazione, in grado di rivaleggiare ad armi pari per caratteristiche e prestazioni con i caccia più avanzati del pianeta come l’F22 o l’F35“.

L’Iran si è quindi dotato di un caccia spaventosamente potente, in grado di affrontare i velivoli occidentali di quinta generazione?

Probabilmente, più che un prototipo volante, cosi come affermato durante la presentazione, il Qaher-313 è soltanto realizzato per propaganda interna.

Presentare al popolo un caccia di ultima generazione, fortifica il consenso della leadership politica tipica dei governi totalitari o militarizzati. Affermare di possedere la tecnologia “stealth”, infatti, significa essere al passo con i tempi, trasmettendo l’idea di un paese avanzato. E forse l’obiettivo è stato raggiunto, considerando la reazione del popolo dopo la presentazione del caccia dinanzi alla nazione.Ma quello che è stato mostrato, non sarebbe nemmeno in grado di alzarsi in volo.Analizzando le foto, infatti, ci sono molte anomalie. Intanto le misure del velivolo sembrano essere troppo ridotte per un jet da combattimento.Quasi nessun radar, per esempio, potrebbe inserirsi sul muso del velivolo.

Ad oggi e dopo che i video del Qaher in volo si sono dimostrati dei falsi, non ci sono prove che suggeriscano che l’Iran abbia i mezzi tecnologici per costruire un aereo stealth avanzato. Ciò non significa, però, che lo non sia stato raggiunto.

Recentemente l’Iran ha presentato il nuovo aereo da combattimento Kosar, alla presenza del ministro della Difesa, Amir Hatami, del comandante in capo dell’esercito, generale Abdolrahim Moussavi e, naturalmente, del presidente Hassan Rouhani. Un aereo con capacità CAS (Close Air Support) che, secondo le cronache, migliorerà la nostra deterrenza nei confronti di Washington. Un caccia realizzato interamente in Iran, con radar multifunzione, avionica avanzata, head-up display, schermi digitali e sistemi di navigazione ad alta precisione.

La tv di Stato iraniana non ha trasmesso il decollo del Kosar, tuttavia alcune foto del volo di prova sono state condivise dai media del paese.

Se il Kosar da addestramento si ispirava all’AIDC AT-3 Tzu Chung di Taiwan, quello mostrato lo scorso agosto sarebbe l’ennesima configurazione derivata dall’F-5E / F Tiger-II della Northrop, ad esempio per le capacità aria-aria estese all’attacco al suolo. Secondo la definizione tradizionale, i caccia multiruolo avrebbe particolari doti di manovrabilità e velocità in combattimento manovrato.

In base ai pochissimi dettagli noti, l’Iran produrrà una versione monoposto da combattimento e una biposto da addestramento. Dovrebbe essere in grado di volare ad un’altitudine di 45.000 piedi a una velocità massima di Mach 1.2, propulso da due turbojet Owj (Zenith). Il propulsore Owj, svelato nell’agosto del 2016, è l’orgoglio nazionale dell’Iran, ottavo Paese al mondo in grado di produrre motori per aerei ad alta tecnologia.

La progettazione dei velivoli di quinta generazione, quelli cioè che implementano tecnologia a bassa osservabilità, è una faccenda alquanto complessa. Lo sanno gli Stati Uniti con l’F35 o i russi con il Su57, tuttavia sarebbe un errore sottovalutare l’industria aerospaziale dell’Iran. Basti pensare, ad esempio, alla capacità di mantenere ancora in servizio i vecchi F-14 statunitensi, dai quali è stata avviata la produzione di massa del missile Fakour, a sua volta basato sull’AIM-54 Phoenix. Senza dimenticare, infine, i progressi nel campo missilistico e nella tecnologia UAV

Prima che cadesse il governo della Scià, l’Iran acquistò dagli Stati Uniti 180 caccia leggeri F5E Tiger-II, 225 cacciabombardieri F-4 Phantom, ottanta intercettori F14A Tomcat (77 dei quali consegnati entro il 1979) con relativi missili AIM-54 Phoenix, cinquantasei C-130 Hercules, sei pattugliatori P3 Orion e sei aerocisterne Stratotanker KC-135.

Le richieste sul Blackbird SR71 non sono mai state prese in considerazione dal governo degli Stati Uniti. Nel 1990 la Repubblica Islamica dell’Iran ricevette venti aerei da attacco Su24 Fencer e trenta MiG29 Fulcrum dall’URSS. Dalla Cina, infine, Teheran ha acquistato venticinque caccia Chengdu F7, copia non autorizzata del MiG21 sovietico.

Secondo i dati conosciuti, oggi la forza aerea iraniana è formata da quarantadue F-4 Phantom II, ventiquattro F5 (incluse le versioni Azarakhsh e Saeqeh), venti MiG-29, diciassette F7, ventitré Su24 e nove Mirage F1 iracheni. La componente aerea del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica gestisce due reparti: il primo formato da dieci Su25 Frogfoot ed il secondo, appena ricostituito, da dieci Su22.

Share.

Leave A Reply