Iran – L’ultima grande rivoluzione del Novecento

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Roberto Roggero

Da 40 anni si ragiona intorno al significato della Rivoluzione Islamica, con interpretazioni diverse. Per i monarchici e gli altri oppositori della Repubblica Islamica è la prova della totale indifferenza per il proprio Paese dell’uomo che guidò la rivoluzione. Per i suoi sostenitori è la conferma delle conquiste alle quali l’Imam era arrivato, e dalle quali anche l’attaccamento alla terra natale perdeva valore, oppure è un modo di affermare che quella contro lo Scià è stata una rivoluzione per l’intero Islam, ben oltre i confini nazionali.

Tutte le forze di opposizione alla monarchia, sia di ispirazione religiosa, che nazional-liberale e marxista, si riunirono intorno alla figura carismatica dell’Ayatollah Khomeini. Le proteste di massa, in effetti, ebbero inizio da quell’articolo che denigrava l’Ayatollah Khomeyni, il quale però seppe trarne vantaggio, innescando una spirale che portò al blocco del paese.

Le forze di sinistra ritennero erroneamente di poter gestire e limitare il potere del clero in un paese ormai laico e moderno, dove l’applicazione della Shari’a sembrava un’ipotesi lontana dal potersi effettivamente realizzare, ma il clero sciita divenne in breve tempo l’unico riferimento della rivolta, mettendo alla porta i gruppi di ispirazione politica.

La nuova Repubblica Islamica si sganciò presto dal sistema di alleanze dello Scià: gli Stati Uniti si ritrovarono senza il loro principale alleato in Medio Oriente e non era un problema da poco, vista l’importanza che la regione aveva sul piano della produzione ed esportazione di gas e petrolio. Nel 1979 i rapporti tra Iran e Stati Uniti si ruppero del tutto a causa della cosiddetta crisi degli ostaggi, sequestrati per 444 giorni all’interno dell’ambasciata americana a Teheran.

Gli anni successivi al 1979 furono particolarmente difficili per gli iraniani: prima ci fu la guerra contro l’Iraq di Saddam Hussein, che durò 8 anni e fu uno dei più lunghi, inutili e sanguinosi conflitti della storia del Medio Oriente; poi iniziò la collaborazione sempre più stretta con alcuni dei regimi considerati nemici o avversari dell’Occidente e con alcuni movimenti mediorientali, fra cui Hezbollah del Libano.

Dal 2006 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto diverse sanzioni economiche e commerciali sull’Iran, che hanno provocato una grave crisi sull’economia iraniana: più volte negli ultimi anni le relazioni diplomatiche tra Iran e Occidente sono sembrate sul punto di riavvicinarsi, e fino agli recenti sviluppi con il ritiro americano dall’accordo sul nucleare e ulteriori repressive sanzioni delle quali i primi a risentirne sono i milioni di civili innocenti.

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