La Biennale di Firenze di Maya Fares

La dodicesima Biennale di quest’anno ha visto un assalto di giovani artisti dal Libano, un esempio unico dell’amore per questa antica città e per la regione Toscana, in un musical inaugurale, con giochi di bandiere.

In omaggio a Leonardo da Vinci, uno degli eroi del Rinascimento italiano, sono presenti opere che hanno portato i sogni di questo grande punto di riferimento attraverso opere contemporanee e creative e marketing.

Maya Fares, presidente della Takween Association of Fine Arts, ha presentato un lavoro di ritrattistica che imita le immagini digitali, realizzato disegnando con piume e colori. Quest’artista è diligente nella ricerca di luce nell’oscurità di questo tempo confuso, che in origine è il titolo del dipinto.

Laila Gansu cerca di nuovo se stessa, ponendo la domanda di fronte a chi guarda, quale sarà il prossimo e cosa anche e in ogni mondo in cui camminiamo.

Un uomo deforme circondato da una mostruosità, un feto, e una composizione a spirale che ripropone il problema in un colore blu, voluto dall’artista in movimento dinamico e luminosità.

Heba Darwish è un professore che cerca seriamente i colori dell’insegnante, cancella, rimuove e fonde e non solo, oltre a compiere un lavoro armonioso diverso da tutto ciò che è tipico.

La sorpresa è arrivata con Ravi Ydelian, che ha sorpreso con un’opera sfaccettata: un ritratto aggiunto, disposto dall’alto per girare e riflettere l’immagine nella forma del grande eroe del Rinascimento, Leonardo da Vinci. Un’opera che può essere candidata per il premio finale. Questo artista ha mostrato una capacità contemporanea e un’abilità nella scrittura che ha sorpreso il pubblico. E poi c’è Majd Ramadan, un artista plastica nell’arte contemporanea libanese, che lavora in Qatar, a Beirut e in molto altri Paesi.

Le azioni dei giovani libanesi stanno battendo le loro aspirazioni, speranze e rappresentazioni per il loro paese di origine.

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