La sicurezza del Libano è la sicurezza dell’Italia

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Talal Khrais – Shama, Sud Libano
Paola Angelini – Redazione

Mutano i governi, ma i rapporti tra l’Italia e il Libano non cambiano.

“La missione italiana in Libano ha funzionato bene e dovrà andare avanti”, è l’affermazione del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini in occasione della conferenza stampa, di qualche settimana fa, all’Associazione della Stampa Estera.

Maurice Salameh, Presidente dell’Istituto Culturale Italo Libanese ha dichiarato all’Agenzia Nazionale Libanese per l’Informazione: “Mai come oggi i rapporti tra l’Italia e il Libano sono buoni”, inoltre, Maurice Salameh, nella stessa occasione, ha presentato le iniziative del prestigioso Istituto Culturale Italo Libanese.

In Libano il giorno di Natale il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, una visita ai militari italiani del Contingente italiano della base del settore ovest impegnati nella missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).

Da Shama il Ministro Trenta: “Contribuire alla stabilità del Libano vuol dire farsi garanti di una parte importante della sicurezza e della stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente, quindi dell’Italia. La pace e la sicurezza di domani si costruiscono oggi, e voi, con la vostra presenza qui, le state costruendo”. Una visita molto apprezzata a Shama, (Sud Libano) dove i militari italiani hanno allestito il presepe.

Parole di ringraziamento ai militari italiani anche da parte del Presidente del Senato, che ha augurato un sereno Natale e un felice anno nuovo, ha ringraziato i militari per l’impegno costante, e l’attività apprezzata e riconosciuta a livello internazionale: “Sono dunque qui a ringraziarvi per la dedizione e la competenza con cui svolgete il vostro lavoro, che accresce il prestigio dell’Italia nella comunità internazionale, assume maggiore rilievo e responsabilità in virtù della doppia appartenenza che esprimete: quella nazionale e quella delle Nazioni Unite. Desidero portare a voi e ai vostri cari il rispetto, la fiducia e l’affetto dell’Italia, nel ricordo del tributo di sangue versato dai Caduti, anche italiani, sotto la bandiera di UNIFIL. Costruire la pace non è senza costo. A tutti i nostri soldati impegnati nel mondo e a tutte le nostre Forze Armate va il nostro augurio e la nostra gratitudine. Sono consapevole delle difficoltà dei rischi e dei sacrifici che la vostra missione comporta e di quanto sia onerosa per voi la lontananza dagli affetti familiari e dalla Patria. Posso tuttavia assicurarvi che l’Italia non vi lascerà mai soli. Il nostro paese è orgogliosamente vicino ai propri militari impegnati per la pace in contesti difficili come quello del Libano. Rinnovo il mio ringraziamento a voi tutti e porgo a voi e alle vostre famiglie i miei più sentiti auguri di Buon Natale e di un felice anno nuovo”.

Ad accogliere le Autorità all’aeroporto di Beirut, l’Ambasciatore d’Italia in Libano, Massimo Marotti che, insieme al Generale di Divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander della Missione UNIFIL, ha accompagnato, sorvolando la Blue Line (la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele), il Presidente e il Ministro della Difesa presso la base Millevoi, di Shama, sede della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) Sector West (SW).

La Presidente del Senato italiano, Maria Elisabetta Alberti Casellati accolta dal Generale di Brigata Diodato Abagnara, Comandante della JTF-L, unità su base Brigata bersaglieri Garibaldi, ha ascoltato dal Comandante della Missione e dal Comandante del Settore Occidentale di UNIFIL gli aggiornamenti sulla situazione geopolitica dell’area, e sui compiti del contingente nazionale. È stata deposta una corona di alloro in ricordo dei Caduti, ha incontrato, i peacekeepers italiani. Rilevante l’importanza della missione e il ruolo fondamentale dei Caschi blu, lo scenario libanese è complesso e delicato, e il periodo è particolarmente critico per tutto il Medio Oriente. La Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha affermato: “L’impegno dell’Italia in Libano è coerente con il ruolo che il nostro paese svolge per la promozione dei processi di pace in varie aree del mondo, dai Balcani, al Mediterraneo, dal Medio Oriente all’Africa. Tale impegno, è funzionale alla nostra stessa sicurezza, dato il carattere sempre più interdipendente delle crisi regionali, che non vanno più considerate come territorialmente circoscritte e data la natura sempre più asimmetrica delle minacce alla convivenza civile, in particolare il terrorismo di matrice jihadista, come abbiamo purtroppo visto nel recente attentato di Strasburgo in cui ha perso la vita anche il giovane Antonio Megalizzi, e portare a voi e ai vostri cari il rispetto, la fiducia e l’affetto dell’Italia, nel ricordo del tributo di sangue versato dai caduti, anche italiani, sotto la bandiera di UNIFIL. Costruire la pace non è senza costo. A tutti i nostri soldati impegnati nel mondo e a tutte le nostre Forze Armate va il nostro augurio e la nostra gratitudine. Posso tuttavia assicurarvi che l’Italia non vi lascerà mai soli. Consapevole delle difficoltà, dei rischi e dei sacrifici per la missione e di quanto sia onerosa la lontananza dagli affetti familiari e dalla patria”.

Maria Elisabetta Alberti Casellati

Per il ministro Trenta si è trattato di un ritorno in Libano, all’inizio di agosto, aveva partecipato al cambio al vertice della missione dell’Onu. Per la quarta volta, l’Unifil tornava sotto il comando italiano, in particolare sotto quello esercitato dal generale Stefano Del Col. L’impegno delle Nazioni Unite riguarda circa 10.500 militari provenienti da 42 Paesi, e il contributo italiano è tra i più corposi. Circa 1.100 soldati italiani sono dispiegati nel Sector west, quello considerato di maggiore delicatezza, lì, si trovano i bersaglieri della Brigata Garibaldi impegnati nell’operazione Leonte XXV, sotto il comando del generale Diodato Abagnara.

Luogo prossimo alla “blue line”, vicino Israele, è al Mansouri, lì,  c’è l’unità di manovra di ItalBatt, che volge operazioni di pattugliamento e sorveglianza, al fine di garantire il mantenimento del cessate il fuoco. A tutto questo si aggiunge il comando dell’intera Unifil, ma anche la missione militare bilaterale italiana in Libano (Mibil), la quale si occupa, dal 2015, di addestrare le Forze armate, le Forze dell’ordine e la Guardia presidenziale.

Il Ministro Trenta ha rinnovato i saluti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che pochi giorni fa aveva salutato tutti i contingenti all’estero dalla sede romana del Comando operativo di vertice interforze. “Nel periodo del Natale, sentite la lontananza da casa, dai vostri familiari, dai vostri affetti; a voi tutti, al personale dei contingenti stranieri e alle vostre famiglie rinnovo il saluto e l’augurio più sincero e cordiale del governo e del Paese per un sereno natale e un felice anno nuovo”. Il Ministro ha rinnovato i ringraziamenti: “Sono felice di essere qui con voi, anche per portarvi il ringraziamento a nome dell’Italia e dell’intera comunità internazionale, per il contributo che state fornendo alla causa della pace, della sicurezza e della stabilità internazionale in questo Paese tanto bello quanto difficile, se si considera la centralità del Libano per la stabilità del Medio Oriente, e dunque per interessi che ci riguardano direttamente. È questa una circostanza che troppo spesso tendiamo a dimenticare, giudicando aree remote quelle che, sul piano geo-strategico, sono invece punti vitali degli attuali equilibri internazionali che, in quanto tali, coinvolgono direttamente anche nostri interessi fondamentali. Contribuire alla stabilità del Libano vuol dire farsi garanti di una parte importante della sicurezza e della stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente, quindi dell’Italia”.

Share.

Leave A Reply