Martignano-Kafar Matta, cooperazione e valorizzazione della diversità

Redazione Assadakah – Nel corso dell’incontro svolto il 28 novembre, presso il Municipio di Martignano (Lecce), tappa ancora intermedia di un percorso iniziato oltre 30 anni fa, è emersa la necessità di portare avanti un gemellaggio che è esempio di come due popoli, separati dal Mediterraneo, possano trovare moltissimi punti in comune nonostante la distanza, e come le diversità culturali, storiche, religiose, linguistiche e sociali possano essere trasformate in punti di forza ed elementi di reciproco arricchimento.

Nella cooperazione fra Martignano (che dimostra la propria forza nonostante sia un insieme di poco più di duemila abitanti) e Kafar Matta, i successi e i traguardi raggiunti sono stati molti, e ognuno ha costituito un passo importante verso obiettivi sempre più ambiziosi, soprattutto dal punto di vista umanitario. Memorabile è stata, fra le altre, la giornata del maggio 2018, nella cittadina libanese, durante la quale è stato presentato il progetto per la realizzazione di un centro per minori, dedicato ai profughi della Siria. Molte le personalità intervenute, fra le quali Sebastiano Leo (Assessore regionale Formazione e Lavoro, Diritto allo Studio, Scuola Formazione Professionale), Maria Grazia Donno (Relazioni Internazionali Regione Puglia), Vinicio Russo (Capo Progetto), Talal Khrais (giornalista libanese e ormai italiano di adozione, mediatore fra le amministrazioni di Martignano e Kafar Matta), Antonio Tommasi (Dirigente Regionale) e Orazio Corianò (vice-Sindaco di Martignano). Il comune del leccese aveva stanziato un finanziamento per tale progetto, di 40mila euro, al quale si è aggiunta l’Università di Roma Unitelma-La Sapienza.

Lo scorso 28 novembre è stata nuovamente evidenziata la sorprendente durata trentennale del gemellaggio fra Martignano e Kafar Matta, che costituisce un esempio unico di solidarietà portata avanti da tre sindaci che si sono succeduti nel tempo, accomunati da questa iniziativa che sa come tradurre in pratica ogni progetto, per ambizioso che possa essere, grazie soprattutto alla collaborazione offerta dall’Ambasciatrice del Libano in Italia, Mira Daher Violides, testimonial di un impegno non solo diplomatico e politico, ma anche umanitario, in particolare dedicato all’infanzia, la fascia più debole che subisce le conseguenze di una guerra.

Mira Daher Violides, ambasciatrice del Libano in Italia

Il parroco di Martignano, don Paolo Russo, ha evidenziato l’impegno delle comunità cittadine, raccontando di come il Sud del Libano sia un luogo particolare, anche dal punto di vista religioso e storico, in quanto pare che lo stesso Cristo abbia visitato più volte il territorio, senza dimenticare la simbologia, rappresentata dalla solidità dell’albero di cedro, nonché ciò che rappresenta la figura della donna-sposa del Cantico dei Cantici, e purtroppo anche la drammatica storia del Libano, caratterizzata da troppi episodi che hanno macchiato di sangue innocente un prestigioso percorso storico. Episodi che comunque sono stati trasformati in più che evidenti capacità di ripresa e speranza per un futuro migliore, secondo l’espressione “ciò che non mi uccide, mi rende più forte”.

La professoressa Piera Ligori (Dirigente Ist. Comprensorio di Martignano) ha poi testimoniato la vicinanza del corpo docenti e degli studenti, e ha parlato dell’importanza del momento storico e culturale, in una situazione dove stiamo assistendo al risveglio di diversi nazionalismi, nemici della solidarietà, della cooperazione e della amicizia fra popoli che hanno il comune obiettivo di trasformare le differenze in elementi di vicinanza.

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