Martignano – Salento-Libano: due popoli, un cuore

Talal Khrais – Una manifestazione da non perdere in programma giovedi 28 novembre dalle 18 presso la Sala Consiliare del Municipio, per celebrare 30 anni di solidarietà e amicizia, e parlando di amicizia non poteva mancare la partecipazione di Assadakah, che in arabo significa appunto “amicizia”.

Cappella di S.Giovanni Battista

Martignano affonda le proprie origini nella colonizzazione bizantina, ma esistono tracce che risalgono ai romani. Il primo centro abitato sorgeva all’incrocio fra la Via Traiana e la strada fra Nardò e Rica Vecchia, con menzioni in alcuni trattati commerciali del 13° Secolo. Nel corso dei secoli Martignano è stato parte dei feudi e dei possedimenti passati dai Conti di Brienne, alla Regina Isabella, Maria d’Enghien, i conti Orsini e altre famiglie della antica nobiltà fra cui Pignatelli, Pisanelli e Granafei.

Le pozzelle di Martignano

Il piccolo centro del comune del Salento offre anche occasioni per visite storico culturali, con tesori artistici della Grecia Salentina, a partire dal valore attribuito allo stesso dialetto parlato dagli abitanti, ovvero il “Griko”, né ci si può esimere dal contemplare tesori come Santa Maria dei Martiri, la Cappella di S.Giovanni Battista, San Francesco d’Assisi, la Madonnan delle Grazie, la Cappella del Mantovano, Palazzo Palmieri, oppure il sito detto delle “Pozzelle” (in Griko: Fréata), ovvero un insieme di piccoli serbatoi per la raccolta dell’acqua, scavate nella roccia sfruttando la naturale depressione del territorio, e rivestite in calcare impermeabile, a forma di imbuto capovolto. Alla sommità presentano un grosso blocco lapideo forato al centro da cui si prelevava l’acqua.
Le pozzelle di Martignano, chiamate anche pozzi di San Pantaleo, sono situate nella parte più bassa del paese, dove le acque piovane, per la particolare composizione del suolo, permangono a lungo prima di scomparire nella falda sotterranea. Da non dimenticare la superba cultura culinaria del luogo.

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