Navi da guerra russe per Idlib. Nasrallah ritira Hezbollah?

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Roberto Roggero

Tre unità da guerra della marina russa stanno arrivando di fronte alle coste siriane, a quanto sembra per sostenere le forze governative nella imminente battaglia di Idlib, ultima roccaforte ancora controllata da ribelli e opposizione. Hezbollah, che sostiene il governo di Damasco con Iran e Russia, manifesta comunque la propria contrarietà.

Le navi sono state localizzate dai turchi giovedi 23 agosto, mentre stavano attraversando il Bosforo, distaccate dalla Flotta del Mar Nero, con destinazione Tartus. Si tratta della fregata lanciamissili Pytlivy, classe Krivak; del LST Orsk, classe Tapir; e del più grande mezzo da trasporto e sbarco della flotta, il Mikolaj Filchenko, in grado di trasportare 300 uomini e 20 carri armati e camion o 40 mezzi corazzati. Non è noto se queste navi trasportino personale o equipaggiamenti da combattimento, o entrambi, tuttavia le fonti militari di DEBKA hanno annunciato che le navi da sbarco russe sono state inviate in Siria per sbarcare forze speciali che dovranno attaccare i gruppi ribelli a Idlib, in particolare le milizie Hayat Tahrir Al-Sham (derivate da Al-Qaeda e dal Fronte Al-Nusra) comandate dal Abu Mohammaad Al-Julani. Secondo fonti dell’intelligence, in totale almeno 60mila guerriglieri fondamentalisti, che sarebbero per altro sostenuti anche dalla Turchia, che ha circondato il territorio e lo ha porto sotto osservazione con 13 postazioni.

Ankara ha inviato i suoi funzionari a Mosca per cercare di evitare l’offensiva militare combinata di forze russe, iraniane e siriane, e probabilmente senza la partecipazione di Hezbollah, ora che la maggior parte del Paese è ormai stato riconquistato dal governo di Damasco.

Idlib è quindi un punto di scontro fra Erdogan e Putin, tuttavia la Turchia potrebbe aver perso l’occasione di impedire che Idlib venga conquistata dalle forze governative, così come Israele non può ormai impedire alle forze siriane di controllare Quneitra, al confine delle contese Alture del Golan. D’altra parte, mentre Israele è costretto a rinunciare ai suoi punti d’appoggio e influenza miliare sul confine meridionale siriano, Mosca potrebbe consentire invece alla Turchia di mantenere la presenza militare nella zona di Idlib, dal momento che gli Stati Uniti non possono assolutamente interferire nella questione.

Un’altra fondamentale differenza fra le due aree di operazione è la seguente: in contrasto con le offensive per la conquista di Deraa e Quneitra, Hezbollah ha scelto di uscire dalla coalizione con Russia, Iran e Siria. E’ stata una decisione che ha sorpreso tutti, adottata per la prima volta da quando è iniziata la guerra in Siria nel 2011. Le fonti di intelligence dicono che il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, avrebbe deciso di limitare l’influenza di Teheran verso il proprio movimento, e quindi avrebbe deciso di non inviare altri combattenti in Siria e dato ordine di ritiro a quelli presenti fino ad oggi. Una decisione che, stando sempre alle rivelazioni ufficiose dell’intelligence, avrebbe causato serie preoccupazioni a Teheran, in quanto non sono ancora chiare le conseguenze. Sembra che Hassan Nasrallah abbia deciso di ritirare i propri uomini dopo il gravoso impegno sostenuto da Hezbollah nella conquista della Siria Sud-occidentale, e non abbia intenzione di sacrificare la propria gente in altre sanguinose battaglie in territorio siriano.

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