Nuove relazioni internazionali a Shanghai al vertice della Cooperation Organization (SCO)

Bogdana Ivanova, Qingdao Cina
Paola Angelini – Talal Khrais, Roma

“Il nuovo Governo italiano sta isolando l’Italia dal mondo”, è una delle tante frasi ripetute dall’opposizione di un partito, di quel partito che ha incassato una sconfitta schiacciante e meritata (4 marzo 2018).

Più lontano dai confini italiani i commenti dei quotidiani si sono concentrati sugli aspetti economici e finanziari (Wall Street Journal). I giornali tedeschi osservano con rigore il programma delle riforme e degli interventi di Lega e Movimento 5 stelle.

Più lontano dai confini europei, Stai Uniti, Russia, Cina, Giappone e altri Paesi riconoscono la novità del Governo italiano, il Paese sta riconquistando la sua sovranità e il suo ruolo centrale nel Mediterraneo, trasformato in diversi focolai grazie alla politica di interventismo occidentale.

Perché non provare a dare fiducia al nuovo Governo italiano? Non c’è nulla di più scorretto nell’attaccare un Governo appena nato.

Proprio due giorni fa il Presidente della Repubblica Araba Siriana, intervistato dal settimanale Sunday Time, ha affermato di voler interrompere i contatti con l’Occidente, ricordando i Paesi Europei coinvolti in primo piano Francia e Gran Bretagna per aver sostenuto direttamente nel suo Paese i terroristi, e caschi bianchi. Di sicuro la dichiarazione del Presidente di un Paese sotto attacco terroristico da sette anni, è una forte analisi.

Mentre gli ex partner del G8 si riunivano in Canada senza Vladimir Putin, lui era presente al vertice in Cina, al Cooperation Organization, (SCO) con i  Paesi dell’Asia Centrale. Prima di partire, per incontrare il leader di Pechino Xi Jinping, ha lanciato messaggi all’Occidente approfittando dell’annuale diretta telefonica con gli elettori russi. “I dazi imposti dagli Stati Uniti anche ai loro alleati europei e canadesi, sono sanzioni sotto altra forma. Quelle imposte alla Russia, poi, sono del tutto ingiustificate, alla fine, alcuni Governi europei se ne stanno rendendo conto. A livello politico tutti parlano della necessità di ricostruire rapporti normali”. Poi ha aggiunto: “Spero che questo processo rafforzi”. Putin ha citato esplicitamente Germania e Francia, i Paesi con i quali ha avuto recenti contatti, ma era chiara anche l’allusione ai cambiamenti avvenuti in Italia.

La Cooperation Organization, (SCO) è l’organismo intergovernativo fondato il 14 giugno 2001, dai capi di Stato di sei Paesi: Cina Russia Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan. Il vertice si è tenuto a Shanghai. Il Presidente cinese Xi Jinping ha guidato la sessione, e ha pronunciato la conferenza dal titolo “Valorizzare lo Spirito di Shanghai e creare una comunità dal futuro condiviso”.

Il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin durante il vertice ha dichiarato: “Grazie agli sforzi congiunti di diversi paesi sono stati raggiunti importanti risultati nella lotta contro il terrorismo in Siria, e alle azioni congiunte di Russia, del Governo siriano, della Repubblica Islamica dell’Iran, della Turchia e degli altri partner. Putin ha sottolineato che il “Governo siriano controlla il 90% del territorio suo territorio, e che Damasco sta seguendo gli accordi raggiunti durante il Congresso del dialogo nazionale siriano, di gennaio a Sochi”. Inoltre, ha definito la lotta al terrorismo “Un’area prioritaria all’interno della SCO, il programma adottato oggi per combattere il terrorismo, il separatismo e l’estremismo definisce le linee guida per la cooperazione in questo settore per i prossimi tre anni, prevede esercitazioni congiunte e operazioni antiterrorismo, la creazione di un più stretto scambio di esperienze e informazioni operative”.

Positivi sono stati i risultati sul versante politico, economico e nella lotta al terrorismo. Durante il vertice SCO, concluso nella città cinese di Qingdao, sono stati firmati circa 20 documenti bilaterali, il principale dei quali sarà la Dichiarazione di Qingdao.

Gli osservatori cinesi hanno riferito che a Shanghai i partecipanti al vertice hanno ottenuto nuovi slanci nelle relazioni bilaterali, saranno conclusi i progetti della Nuova Via della Seta, e dell’Unione Economica Eurasiatica (EAEU). Le parti interessate sosterranno e collaboreranno attivamente nel rispetto delle diversità culturali.

La Cina del Presidente cinese Xi Jinping ha mantenuto contatti attivi con il Cremlino, infatti, gli osservatori cinesi hanno dichiarato che come i migliori architetti nei loro rispettivi paesi hanno pienamente esercitato il loro ruolo di “guida strategica” durante i frequenti summit a cui hanno partecipato. Xi e Putin si sono incontrati privatamente. L’agenzia Xinhua News riporta che il commercio si è sviluppato rapidamente nel primo trimestre del 2018, con un aumento di quasi il 30% rispetto all’anno precedente. Il commercio Cina-Russia quest’anno supererà probabilmente i 100 miliardi di dollari, secondo il rapporto Xinhua, lo ha reso noto il Ministero del Commercio in aprile. “Entrambi i leader stanno lavorando per trasformare la fiducia politica reciproca in una cooperazione di livello superiore sul commercio”, lo ha dichiarato Li.

Il 17 maggio è stato firmato, ad Astana, un accordo di cooperazione commerciale ed economica tra l’EAEU e la Cina che segna un passo importante nel collegamento dell’Unione Eurasiatica e della Nuova Via della Seta, che fa parte dell’iniziativa proposta dalla Cina.

Li ha spiegato: “Sullo sfondo della tendenza anti-globalizzazione dell’amministrazione statunitense Donald Trump, e della Brexit britannica in Europa, la SCO è diventata più influente sulla scena mondiale con i sui valori e principi. È noto come lo Spirito di Shanghai, sempre più riconosciuto è apprezzato dai paesi eurasiatici nella regione”.

La Cina e la Russia sono i principali motori della SCO e la loro cooperazione apporterà benefici alla stabilità e alla prosperità a livello regionale e mondiale, ha dichiarato Jiang.

Gli otto membri a pieno titolo della SCO sono Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan.

Il Kazakistan è la più grande delle Nazioni nate dalle ceneri dell’Unione Sovietica, si trova nell’Asia Centrale, senza nessuno sbocco sul mare, Astana è la capitale. Il 25 ottobre del 1990 il Kazakistan si dichiarò indipendente dall’Unione Sovietica, a marzo del 1992 aderì all’ONU, nello stesso anno divenne membro dell’UNESCO.

Il Kirghizistan Repubblica federata dell’Unione Sovietica fino al 1991, divenne indipendente, e dal 1992 membro delle Nazioni Unite, il suo territorio montuoso  e un groviglio di fiumi nel cuore dell’Asia, per tre quarti è coperta da nevi e ghiacci perenni.

L’Uzbekistan ex repubblica dell’Unione Sovietica ha una storia di più di 2000 anni con un fiorente centro economico, scientifico e culturale. Samarcanda è la famosa capitale dell’impero di Tamerlano, Bukara la città racchiusa tra due deserti il Kara Kum e Kyzil Kum.

India e Pakistan hanno partecipato al summit come membri a pieno titolo per la prima volta, gli altri Paesi sono la Repubblica Islamica dell’Iran e la Turchia.

La richiesta degli Stati Uniti di essere ammessi come osservatori è stata respinta nel 2006, la mancanza di una frontiera comune dovrebbe essere la ragione.

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