Oman – Felicitazioni di Assadakah per la Festa del Sultano, e onore a S.A.R. Haytham bin Tariq Al Said

Roberto Roggero – Fra le feste nazionali più importanti, il Sultanato dell’Oman annovera il 18 novembre, nascita del compianto sultano, recentemente scomparso lo scorso 10 gennaio, S.A.R. Qabus bin Said Al Said, 14° discendente della dinastia Al Abu Saidi, e il più longevo fra i leader del mondo arabo, avendo regnato dal 1970.

Sua Altezza Al Said è stato l’indiscusso artefice della modernizzazione del Paese, con una politica di riforme e sviluppo in diversi settori, in particolare quello educativo e sanitario, e ha portato l’Oman fuori dall’isolamento politico con l’entrata nelle Nazioni Unite e nella Lega Araba. Il sultano Al Said è anche ricordato per la tolleranza religiosa e per il rispetto delle minoranze, dimostrato con la costruzione e il finanziamento di diversi edifici religiosi e moschee di altre confessioni.

Unico figlio del sultano Said bin Taymour, era nato appunto il 18 novembre 1940 a Salala (Dhofar), dove ha compiuto i primi studi, proseguiti poi a Pune (India) e quindi in Inghilterra, entrando alla Royal Academy di Sandhurst e servendo poi nel reggimento Cameronians in Germania. Tornato in patria, approfondì gli studi sulla religione islamica e sulla storia dell’Oman.

La bandiera nazionale del Sultanato dell’Oman

Il 23 luglio 1970, quando salì al trono, S.A. Al Said aveva 29 anni, e da subito si dedicò alla unificazione sociale e politica, stabilendo sorprendenti principi democratici nelle decisioni di governo, che da quel momento furono sottoposte alla approvazione delle istituzioni federali, provinciali e locali dei rappresentanti tribali e concedendo a ogni cittadino di appellarsi alla sua autorità e inoltre stabilì elezioni parlamentari e concesse il voto alle donne.

Durante il regno del sultano Qabus, l’Oman divenne simbolo di buon ordine pubblico, economicamente stabile, e conosciuto per l’ampia tolleranza religiosa e culturale. Il sultano portò avanti importanti relazioni commerciali internazionali, liberalizzò la libertà di stampa, avviò programmi di modernizzazione delle infrastrutture con nuove autostrade, alberghi, centri commerciali e impianti di accoglienza turistica, e fondò la Sultan Qabus University, primo ateneo del Paese. Fu diplomaticamente abile nel mantenere la neutralità nei drammatici anni del conflitto Iran-Iraq, presentandosi come mediatore per il cessate-il-fuoco, e agendo da stabilizzatore fra i delicati equilibri interni del Medio Oriente aderendo poi al Consiglio di Cooperazione del Golfo ma respingendo tenacemente ogni proposta di alleanze militari. Ulteriore prova delle indubbie capacità del sultano Qabus fu il ruolo nei negoziati per il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) nel 2013, con lo storico incontro fra il ministro degli Esteri iraniano, Mohammed Javad Zarif, e il Segretario di Stato americano John Kerry, avvenuto a Muscat, capitale del Regno dell’Oman, nel novembre 2014, e quindi la determinante azione pacificatrice nella crisi del Golfo del 2017 quando, fra le pericolose tensioni esistenti fra Arabia Saudita e Qatar, l’Oman fu l’unico Paese del Consiglio di cooperazione del Golfo a non schierarsi e quindi a offrire un vitale contributo alla pacificazione fra le parti rivali. Sul piano personale, il sultano Qabus fu grande appassionato di musica classica, e a tale scopo volle la formazione di una grande orchestra di 120 elementi, aperta anche alle donne, che non di rado diresse personalmente anche in esibizioni all’estero.

L’attuale sultano dell’Oman, S.A.R. Haitham bin Tariq Al Said

Alla morte, è salito al trono il cugino Haitham bin Tariq Al Said, nato nel 1954 a Mascate, laureato al Foreign Service Program a Oxford, quindi sottosegretario al ministero degli Esteri, segretario generale dello stesso ministero e ministro del Patrimonio e della Cultura, nonché presidente del comitato per la visione futura “Oman 2040”, oltre ad essere presidente onorario dell’Associazione per i disabili dell’Oman e continuatore della politica del suo predecessore.

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