Papa Francesco sarà ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti

Paola Angelini – Talal Khrais, Roma
Fuad Nasr, Dubai
Mahmoud  Ramadan, Beirut

Papa Francesco visiterà Abu Dhabi dal 3 al 5 febbraio 2019 per partecipare all’Incontro Interreligioso Internazionale sulla “Fratellanza Umana”, accogliendo l’invito dello Sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Príncipe ereditario di Abu Dhabi. Il viaggio avviene anche in risposta all’invito della Chiesa Cattolica negli Emirati Arabi Uniti. Farà una visita alla cattedrale di Abu Dhabi, e celebrerà la Santa Messa nello Zayed Sports City, saranno circa 120mila, i fedeli che potranno partecipare alla messa il giorno dell’ultima tappa del viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti, dove vivono circa un milione di cattolici. Le autorità  governative e la Chiesa Cattolica locale potranno distribuire dei biglietti gratuiti, e saranno gestiti e consegnati dalle parrocchie che li riceveranno entro il 20 gennaio. Una quota dei biglietti sarà  destinata ai fedeli del Vicariato apostolico dell’Arabia settentrionale che ha giurisdizione sui fedeli cattolici di Bahrain, Kuwait, Qatar e formalmente dell’Arabia Saudita.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno buoni rapporti con l’Italia e rappresentano da alcuni anni il principale mercato di sbocco per le esportazioni nell’area MENA (acronimo per Medio Oriente e Nord Africa). Cresce lo scambio commerciale, infatti, i principale settori delle esportazioni italiane verso gli EAU, sono l’oreficeria, la gioielleria, i macchinari industriali e meccanici, l’elettronica,l’elettromeccanica.

Previsti piani di sviluppo dal Governo Emirati Arabi nei diversi settori infrastrutturali dedicati a:  EXPO 2020 a Dubai, la realizzazione del nuovo aeroporto internazionale di Dubai, prospettive per le imprese italiane medio-grandi con esperienza internazionale di acquisire commesse per la realizzazione di opere civili nel settore pubblico e privato, (fonti della Farnesina).

Ampio spazio per la domanda turistica negli Emirati Arabi Uniti, richiesta caratterizzata da una clientela di lusso e con un livello culturale medio-alto.

Il Sovrano dell’Emirato di Sharjah, Sultan bin Muhammad Al-Qasimi, e l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno partecipato nei giorni scorsi  alla cerimonia di  assegnazione a Eni dei diritti di esplorazione delle Aree A, B e C, nell’onshore del paese, lo comunica una nota dell’Eni.   L’accordo è il risultato della prima gara internazionale competitiva per l’assegnazione di aree esplorative nell’Emirato, lanciato nel 2018 dalla Sharjah National Oil Corporation (SNOC) per esplorare e sviluppare nuove risorse di idrocarburi attraverso nuove alleanze strategiche.  Le concessioni Area A e Area C coprono rispettivamente un’area di 437 e di 1.184 km2.  Eni sarà operatore con una quota del 75% mentre SNOC sarà partner con una quota del 25%. La concessione Area B si estende su una superficie di 264 km2.  SNOC sarà operatore con una quota del 50% e Eni sarà partner con il restante 50%. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha dichiarato: “Questi accordi segnano per Eni un altro importante passo verso una crescita organica negli Emirati Arabi. Le assegnazioni di oggi sono un’ulteriore conferma della nostra volontà di radicare la nostra presenza in Medio Oriente creando alleanze strategiche a lungo termine”.   La presenza di Eni in Medio Oriente è cresciuta significativamente nell’ultimo anno con l’inizio delle attività di esplorazione nel Sultanato dell’Oman e la firma dei principali accordi di concessione offshore con la Abu Dhabi  National Oil Company (ADNOC) a Abu Dhabi. In Medio Oriente, Eni è presente anche in Libano e in Iraq.

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