Quando i mezzi di informazione sono nemici del cambiamento

Talal Khrais

Presentazione, redazione Paola Angelini

Talal Khrais in questi ultimi anni ha lavorato in più di 38 Paesi, con colleghi di 84 diverse nazionalità ha condiviso intere giornate con la prospettiva di restituire notizie e non chiudere gli occhi davanti a conflitti che hanno cambiato gli equilibri dell’area mediorientale. Corrispondente di guerra, ha raccontato episodi di vita vissuta. Capace di confrontarsi anche con la posizione di molti colleghi europei che spesso non si espongono con le proprie opinioni.

Talal Khrais

Seguo da sempre le notizie del Medio Oriente, dove vivo parte dell’anno alternando periodi in Italia che conosco altrettanto bene, e dove nel 1986 sono arrivato come giornalista accreditato alla Stampa Estera.

Una delle prime attività che un corrispondente estero deve osservare sono i servizi di informazione nazionali, scrivere regolarmente dei fatti di ogni giorno cambiando argomento, panorama, servizi, aggiungendo particolari.

Per la prima volta gli Italiani non hanno votato persone che fanno parte dei partiti tradizionali, e sorprende la possente diffidenza dimostrata nei confronti del nuovo governo che, ancor prima di iniziare il lavoro, è criticato ogni giorno per lo spread, per le interferenze (gratuite) di politici e burocrati, compresi gli europei che vogliono trasformare l’Italia in un campo profughi.

I partiti della prima repubblica controllano le reti Rai. Il governo del cambiamento è sotto attacco, i servizi non sembrano equilibrati, l’informazione dovrebbe essere completa e imparziale anche attraverso l’apertura di diverse opinioni culturali e sociali.

L’informazione attuale è identica, piatta e uniforme. Cortigianeria verso la finanza e i gruppi di potere che per anni hanno divorato lo Stato, contribuendo a una crescita enorme del debito pubblico? Ero convinto che i mezzi d’informazione di politica estera fossero pessimi, ma credo di poter dire che l’informazione non racconta in modo equilibrato neanche i fatti di politica interna italiana.

C’è stato il tentativo di strumentalizzare anche i giornalisti della Stampa Estera dei quali si ripete: “La Stampa Estera è preoccupata per il futuro dell’Italia, per il nuovo Capo del Governo”. Noi della Stampa Estera siamo 420 giornalisti provenenti da tutto il mondo, e non siamo diventati un partito unico, ma tutti siamo per la democrazia. I nostri organi vengono eletti liberamente, non aspettiamo direttive politiche per lavorare.

In questo momento la stampa italiana ha come obiettivo la denigrazione del nascente governo M5S-Lega. Molti quotidiani sono schierati con il Partito Democratico, insieme ai telegiornali della Rai e ad altri programmi televisivi di informazione.

foto Talal Khrais

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *