Razzi iraniani contro il Golan. Israele attacca basi in Siria

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Khalil Moussa, Yarmouk
Mohamad Eid, Damasco
Talal Khrais – Paola Angelini

A Damasco si respira un’atmosfera di speranza, la città è al lavoro, è più tranquilla anche se, l’ordine di grandezza del conflitto rimane. I gelsomini fioriti diffondono un profumo straordinario che domina sull’odore sgradevole della polvere da sparo inspirato per 7 lunghissimi anni.

La dimensione religiosa si intreccia con i colori dei suk che stanno riaprendo nei vecchi quartieri. È il mese sacro del digiuno, dedicato alla preghiera, alla meditazione e allautodisciplina. Il digiuno è un obbligo per tutti i musulmani praticanti adulti e sani che, dalle prime luci dell’alba fino al tramonto, non possono mangiare, bere, fumare.

In questi ultimi giorni é stata la fine di un capitolo nero per Damasco, la storica città millenaria, culla della civiltà umana. Nessuno poteva immaginare il crollo drammatico dello Stato del terrore, l’ISIS. È capitato nell’ultima roccaforte, a sud di Damasco, nel quartiere Hajar Aswad, e nella parte occupata del campo palestinese di Yarmouk. I terroristi sono crollati mentre l’Esercito governativo trattava la loro resa, e i bus verdi, ormai famosi, erano pronti per trasportarli nella Badia, il deserto nelle vicinanze di Palmira. Lo Stato Islamico ha seminato la morte nei quartieri civili della capitale e nella periferia sud di Damasco.Questa volta niente accordi. Centinaia di morti e centinaia di prigionieri. Le sconfitte subite negli ultimi due anni hanno, di fatto, segnato la fine del cosiddetto Stato Islamico.

L’impegno dimostrato da parte delle Forze governative, e di conseguenza il nuovo scenario non definiscono la fine della guerra in Siria, e la fine della resa sul territorio.

La settimana scorsa, i raid contro la Forza Quds sono stati valutati come grandi operazioni dello Stato ebraico contro gli apparati di Teheran. I sistemi di difesa aerea siriani hanno lanciato oltre 100 missili sui velivoli israeliani. Il 10 maggio lo Stato ebraico ha preso di mira presunte strutture militari iraniane nel paese vicino. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno annunciato di aver colpito in Siria decine di obiettivi militari appartenenti alla Forza Quds, un braccio esterno delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Le forze di Teheran avrebbero lanciato 20 razzi sulle posizioni dell’IDF nelle Alture del Golan. Israele dichiara: “gli aerei hanno anche preso di mira le batterie antiaeree siriane, le quali hanno risposto contro di loro durante il raid notturno”. Durante l’operazione sono stati lanciati oltre 100 missili terra-aria contro i jet israeliani .

Nel passato bastavano i jet F16 per colpire. Colpire senza essere battuti. Oggi i sistemi di difesa siriani sono più efficaci, Israele è stata costretta a condurre un attacco con i cacciabombardieri “stealth”, invisibili ai radar F-35. L’aviazione israeliana dispone di nove F-35 operativi, ne ha ordinati in tutto 30. Inoltre, l’aviazione israeliana invia con regolarità coppie di F-16 sopra la capitale libanese, ma questa è la prima volta che mostra i moderni cacciabombardieri “stealth”, prodotti negli Stati Uniti. Gli F-35 sono stati usati in Siria per contrastare le operazioni militari dei Pasdaran che si sono installati nella base aerea T4, a 250 chilometri dal confine con Israele.

https://www.youtube.com/watch?v=rSrs2EvSe88&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=rSrs2EvSe88&feature=youtu.be/www.sana.sy/?p=758183

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