Riaprono i ristoranti libanesi in Italia

Talal Khrais – L’Italia, dopo aver subito la più lunga emergenza sanitaria, ha iniziato la seconda fase della pandemia e ha cominciato ad attenuare significativamente le severe misure di isolamento. Negozi, ristoranti e barbieri, il 18 maggio, hanno alzato le serrande osservando le misure previste dal governo per il distanziamento sociale. Ma andare al ristorante sarà molto diverso rispetto a prima poiché solo i membri della famiglia, che vivono nella stessa abitazione, potranno sedersi uno accanto all’altro.

Walid Aboud, proprietario del ristorante “Beirut”, che opera dal 2003 nella capitale, ha dichiarato alla “National Information Agency”: “I ristoranti libanesi hanno sofferto, come i ristoranti italiani, in quello che si può definire il peggior disastro affrontato dal Paese. Ma siamo determinati a sopravvivere. Siamo incoraggiati dall’apprezzamento degli italiani e degli arabi per la cucina libanese”. Aboud non ha nascosto dispiacere e preoccupazione per le perdite subite dal suo ristorante libanese e ha dichiarato: “Abbiamo chiuso in risposta alle misure adottate dal governo italiano e abbiamo dovuto eliminare grandi quantità di alimenti che non potevano essere conservati a lungo. Le nuove regole sul distanziamento sociale penalizzano molto le attività. Il mio ristorante ha una capienza di 40 persone ma rispettando le nuove disposizioni potrà accoglierne solo 12”. Il ristoratore libanese ha aggiunto: “Dalla chiusura dell’8 marzo fino ad oggi ho perso almeno 15mila euro e ci saranno comunque le spese che dovrò affrontare come tasse e imposte, ma oggi sono molto felice di tornare al lavoro. Molti stavano aspettando che i nostri ristoranti libanesi riaprissero e in questi giorni chiamano per chiedere se il ristorante è aperto”. E sul numero di ristoranti libanesi a Roma e su ciò che offrono, ha detto: “A Roma ci sono tre autorevoli ristoranti libanesi. Qui i nostri locali differiscono dagli altri nel mondo. (traduzione di Letizia Leonardi)

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