Roma – Papa Francesco annuncia messa per anniversario nascita Giovanni Paolo II

Talal Khrais – Il Santo Padre ha annunciatola celebrazione della messa in occasione dell’anniversario della nascita di Giovanni Paolo II. L’ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, S.E. Farid Al-Khazen, ha ricordato come papa Woytyla considerasse il Libano un Paese simbolo del pluralismo e del dialogo inter-religioso.

La messa di celebrazione avrà luogo il prossimo 28 maggio, ed è un invito per i cristiani di tutto il mondo a ricordare il centenario della nascita di Giovanni Paolo II, il cui pontificato, iniziato nel 1978 e concluso nel 2005, è stato il più lungo della storia della Chiesa cattolica. Papa Francesco, per ricordare questa ricorrenza, ha celebrato oggi una messa nella Cappella di San Marta, di fronte alla tomba del Santo Padre.

S.E. Farid AL-Khazen, ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, con papa Francesco

E sulla personalità di San Giovanni Paolo II e le sue posizioni a livello internazionale, in particolare delle sue relazioni con il Libano e l’Agenzia Nazionale per l’Informazione ANN, con l’Ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, Farid Al-Khazen, che ha sottolineato l’autorevolezza o di Papa San Giovanni Paolo II, non solo nella Chiesa cattolica ma per tutte le religioni. “Quando si fa riferimento ai Papi negli ultimi trent’anni -ha affermato l’Ambasciatore – si sente un grande timore reverenziale per Papa Giovanni Paolo II. Ciò si evince in ogni occasione in cui viene menzionato il suo nome, sia in Vaticano che al di fuori di esso. Ha un impatto speciale in ogni conversazione. Durante il suo pontificato la Chiesa ha preso iniziative importanti. Era molto coraggioso su molte questioni, compreso l’interesse per i giovani. Durante il suo papato si istituì la Giornata internazionale della gioventù e iniziò il dialogo e l’apertura verso le altre religioni. Nel settembre 1986 ha inviato il suo famoso messaggio nel quale ha dichiarato che il Libano è più di un Paese e che è un messaggio di libertà e un modello per il pluralismo. Ha aggiunto: “Quando il Papa ha lanciato il Sinodo speciale del Libano in Libano ed è stata la prima volta che un Sinodo speciale è stato dedicato a un Paese. Ha annunciato le sue decisioni nella sua storica visita in Libano nel 1997. Ha visitato molti Paesi, ma il Libano ha avuto un posto speciale nella coscienza del Papa e un grande apprezzamento per la sua formula unica che costituisce un modello per la coesistenza tra diverse religioni e culture “. Al-Khazen ha rivelato che era previsto un programma speciale per celebrare il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II che includeva molte iniziative che sono state rinviate a causa della pandemia. “In Libano – ha proseguito l’Ambasciatore – ci stavamo preparando, in collaborazione con l’Università di Santo Spirito in Libano per una serie di iniziative ma abbiano dovuto annullare tutto. Noi, come libanesi, dobbiamo renderci conto dell’importanza di ciò che abbiamo rappresentato per San Giovanni Paolo II e cioè che il Paese del messaggio di pluralismo, apertura e coesistenza. Tutto questo è ciò che è stato menzionato nella Convenzione della Fratellanza Umana ad Abu Dhabi perché il Libano, nonostante le differenze interne, il Libano può essere unico in fatto di pluralismo e coesistenza e dobbiamo tenerlo nel cuore”.

Lo scrittore e storico Giovanni Perelli

A sua volta, Vincenzo Palia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e responsabile del Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per gli studi sul matrimonio e la famiglia, ha dichiarato: “Oggi ci troviamo davanti a un testimone della fede cristiana. Ha aggiunto: “Esiste una linea che collega questi due pontefici, sebbene i due Papi siano diversi l’uno dall’altro, con riferimento all’impegno del papa in due settori molto importanti, vale a dire il dialogo ecumenico e il dialogo interreligioso. Questo si aggiunge all’interesse con cui papa Giovanni Paolo II e papa Francesco hanno avuto verso i più deboli e gli emarginati”. Commentando la somiglianza tra San Giovanni Paolo II e Papa Francesco, lo scrittore e storico italiano Gianni Perelli ha commentato: “Sono dei casi unici che tendono a rivolgersi alle persone semplici, ai poveri, ai malati e ai bisognosi. Entrambi hanno trasmesso il loro messaggio con calma e attirando l’attenzione dei cristiani e di tutti gli altri nel mondo”. Ha aggiunto: “Papa Giovanni Paolo II visse nell’Europa centrale e orientale negli anni ’80 e il mondo si stava spostando da una fase all’altra. Dedicò la maggior parte del suo tempo per la fine delle divisioni dell’Europa dopo la guerra fredda e lavorò per porre fine alle minacce ai leader cattolici nell’Europa orientale da parte dei regimi comunisti. Era solito dire che la divisione dell’Europa post-seconda guerra mondiale era immorale e innaturale a livello storico. Per quanto riguarda Papa Francesco, si è battuto per affrontare le spinose questioni della guerra post-fredda ed è la persona migliore per rappresentare la tragedia dei popoli. Fin dalla sua infanzia infatti, visse in America Latina e comprese il significato della povertà vissuta da milioni di persone”.

Va notato che Papa Giovanni Paolo II è morto il 2 aprile 2005. Il 27 aprile 2014, Papa Francesco ha dichiarato Santi Papa Giovanni Paolo II e Papa Giovanni XXIII con la partecipazione di Papa Benedetto XVI e alla presenza di circa un milione di persone alle quali si sono aggiunte altri milioni che hanno seguito la cerimonia attraverso i media audio-visivi. Hanno partecipato quasi un centinaio di delegazioni straniere, tra cui personalità reali e capi di stato e di governo. Era la prima volta che due Papi venivano proclamati Santi contemporaneamente. (Traduzione – Letizia Leonardi)

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