Roma – Per i martiri del genocidio armeno

Assadakah Roma – E’ il programma domani, 25 aprile, alle 18.30, presso la Basilica di S.Bartolomeo, sull’isola Tiberina, la “Preghiera con i Martiri del Genocidio Armeno”, in occasione del 106° anniversario del tragico evento che vide lo sterminio di oltre un milione e mezzo di persone, nei primi anni del XX secolo. L’iniziativa è promossa da S.E. arcivescovo Khajag Barsamian, rappresentante della Chiesa Apostolica Armena presso la Santa Sede, e da S.E. cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Parteciperanno alla cerimonia S.E. cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, gli Ambasciatori della Repubblica di Armenia presso la Santa Sede, S.E. Garen Nazarian, e presso la Repubblica Italiana, S.E. Tsovinar Hambardzumyan, nonché vescovi e sacerdoti delle chiese armene, apostolica e cattolica. Saranno inoltre presenti esponenti di varie Chiese, ortodossa copta, ortodossa romena, anglicana, evangelica luterana e metodista. I martiri saranno ricordati altresì con una Santa Messa in rito armeno, celebrata presso il Pontificio Collegio Armeno, nel Giorno della Memoria armena, sabato 24 aprile alle ore 11.00.

La cerimonia sarà presieduta da Sua Eccellenza Mons. Raphael Minassian, Arcivescovo degli armeni cattolici dell’Armenia, Georgia, Russia ed Europa Orientale. Mentre le Ambasciate d’Armenia presso la Santa Sede e la Repubblica Italiana hanno organizzato per giovedì 22 aprile alle ore 18.00, un incontro online in collaborazione con #StandTogether (allstandtogether.com) – una piattaforma digitale, inclusiva ed ecumenica – dal titolo “Prevenzione del genocidio: lotta alla persecuzione religiosa, protezione dei diritti religiosi”. Una preghiera ecumenica per la pace, affinché cessino tutte le ostilità fra i popoli. Insieme, per riaffermare, che la gente di buona volontà vuole la pace, nella consapevolezza che la guerra è sempre ingiusta e che ciascun uomo ha il dovere di preservare la sacralità della vita e dei diritti di ogni popolo.

Proprio per accogliere le spoglie sacre di San Bartolomeo apostolo nel 998 fu edificata l’omonima basilica. Sorge a Roma, sull’Isola Tiberina, a metà tra Trastevere, rione della prima predicazione cristiana, e l’antico quartiere ebraico. Questa posizione ben esprime uno degli aspetti più caratteristici di questa basilica, che raccoglie memorie legate a mondi diversi e lontani, uniti insieme in un’unica e originale sintesi di fede, arte e storia, come quella del Cardinale Gregorio Pietro XV Aghaganian, Patriarca degli Armeni Cattolici che era stato creato cardinale, con il titolo di San Bartolomeo all’Isola, nel concistoro del 18 febbraio 1946 da parte di Papa Pio XII. In uno dei sei altari dedicati alla memoria dei “Nuovi Martiri” viene ricordato anche il Genocidio degli Armeni avvenuto nel 1915, con due reliquie. Una, contenente ossa di armeni raccolte nel deserto di Deir es zor (Siria), è stata consegnata da Sua Santità Aram I, Catholicos della Grande Casa di Cilicia, nel novembre del 2008. Mentre l’altra è una lettera autografa del Beato Ignazio Maloyan, arcivescovo di Mardin, vittima dei massacri avvenuti in Turchia nel 1915. Nel marzo 2009 il patriarca armeno cattolico, Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, consegnò questa reliquia alla Comunità di Sant’Egidio, affinché fosse custodita nella Basilica, insieme alla memoria dei martiri e testimoni della fede del XX secolo.

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