Roma – Vergogna italiana: senatrice FI sostiene Azerbaijan

Letizia Leonardi – La Associazione Italo-Araba Assadakah si unisce alla assoluta condanna per la vergognosa iniziativa della senatrice di Forza Italia Urania Papartheu, che fa seguito alla altrettanto vergognosa visita ufficiale della delegazione di parlamentari italiani a Baku, a ridosso della fine della sanguinosa aggressione dell’Azerbaijan agli armeni del Nagorno Karabakh, sostenuta dalla Turchia di Erdogan.

L’on.Urania Papatheu, completamente disinformata su chi è l’aggressore e chi aggredito, si fa paladina dell’Azerbaijan e chiede all’Armenia di consegnare le mappe che segnalano le mine presenti sui territori che gli azeri hanno strappato all’autoproclamata Repubblica dell’Artsakh. E’ un fatto preoccupante, che dimostra oltre ogni ragionevole dubbio la assoluta ignoranza in merito alla situazione in Caucaso da parte di alcuni rappresentanti della politica Italiana. Ma c’è solo mancanza di informazione dietro questa levata di scudi a favore degli azeri, o forse c’è dell’altro?

La senatrice Urania Papatheu

Secondo l’esponente azzurra, il comportamento di Yerevan costituirebbe una violazione intollerabile del diritto internazionale umanitario. Dalla fine del conflitto nel Nagorno-Karabakh, nello scorso autunno, secondo la parlamentare forzista, nulla è stato fatto dall’Armenia per tutelare la stabilità della regione e l’incolumità di chi ci deve abitare.

Una rappresentante del parlamento italiano dovrebbe tralasciare atteggiamenti di partigianeria che si basano solo su notizie evidentemente di parte. Papatheu dovrebbe innanzitutto sapere che a violare i diritti umani sono stati gli azeri che hanno sempre attaccato il pacifico popolo armeno e che in quest’ultima guerra, in particolare, hanno utilizzato armi vietate come le bombe a grappolo e al fosforo bianco, hanno trucidato armeni catturati (anche civili) con terribili sgozzamenti mostrati con orgoglio in video pubblici, continuano a rifiutarsi di consegnare i prigionieri di guerra dopo mesi dalla firma del cessate il fuoco. E l’Azerbaijan sta anche distruggendo e vandalizzando importanti testimonianze di grande interesse storico per tentare di cancellare la presenza armena nei territori conquistati. La senatrice di Forza Italia dovrebbe informarsi sui pogrom anti armeni che sono stati messi in atto dagli azeri nel corso degli anni e sulla sistematica disinformazione e mistificazione della realtà posta in essere dal governo di Baku. Urania Papatheu dovrebbe approfondire la situazione per capire quanto sia pericoloso appoggiare l’Azerbaijan, e di conseguenza la Turchia, e ignorare i drammi del popolo armeno da sempre abbandonato ma che rappresenta la difesa dei valori cristiani. Questa scelta di farsi sostenitrice delle istanze azere non tiene evidentemente conto degli stretti legami che da sempre ci sono stati tra l’Armenia e l’Italia.

La senatrice di FI aggiunge: “Azerbaijan e Italia sono partner strategici e Roma è il principale partner commerciale di Baku, e bene ha fatto, dunque, la commissione Affari esteri e Comunitari della Camera ad adottare lo scorso 2 marzo una risoluzione che parla anche della vicenda delle mine. Del resto, l’Azerbaigian è da sempre un esempio di tolleranza, laicità e multiculturalismo. Non si può dire altrettanto dell’Armenia che durante gli anni di occupazione dei territori azeri ha sistematicamente cancellato il patrimonio culturale delle comunità locali, a cominciare dalla religione. Senza dimenticare- conclude la senatrice di Forza Italia- gli investimenti che l’Azerbaijan sta sostenendo a proprie spese a livello di ricostruzione delle infrastrutture della regione, dagli aeroporti alle strade, a dispetto dei costi che sarebbero da imputare all’Armenia”.

Anche su queste affermazioni c’è molto da eccepire perché se c’è un popolo tollerante e multietnico è proprio quello armeno che tiene alle testimonianze storiche (non solo le proprie) e le difende. Basti pensare che a Yerevan, la capitale della piccola Repubblica d’Armenia, il primo Paese cristiano del mondo, c’è persino una moschea che non è stata né distrutta né convertita in chiesa, come invece fanno i popoli islamici, compresi gli azeri, con le strutture e le testimonianze religiose cristiane. Ma non solo: gli azeri e i turchi, a seguito di questa vittoria facile nell’ultima guerra in Nagorno Karakah,

rivendicano anche il resto del territorio della Repubblica dell’Artsakh e minacciano persino l’Armenia. Quanto ai costi delle infrastrutture che il governo di Baku starebbe sostenendo anche se spetterebbero all’Armenia…c’è evidentemente una contraddizione di fondo. Se spettano all’Armenia vuol dire che si ammette che l’area dovrebbe essere lasciata agli armeni e sarebbe ben felice il governo di Yerevan e quello dell’Artsakh di farsi carico della realizzazione di tali infrastrutture se fosse riconosciuto il diritto all’autodeterminazione garantito a tutte le autoproclamate repubbliche dell’ex Unione Sovietica, tranne che al Nagorno Karabakh. Mi sembrano dunque evidenti le lacune informative e storiche della senatrice forzista che, come spesso accade, si è solo basata su fonti azere e sugli accordi commerciali tra l’Italia e l’Azerbaijan. Il denaro evidentemente per l’esponente di FI vale più della giustizia e della ragione e poco importa se si stringono mani sporche di sangue di dittatori senza scrupoli.

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