Salvini sarà il benvenuto in Libia

Talal Khrais – Paola Angelini, Roma – Ufficio Stampa Assadakah, Libia

https://www.youtube.com/watch?v=_v1xuus7moQ

La Libia vive da anni una situazione di forte instabilità politica a causa di tensioni interne scoppiate nel 2011. Nello stesso anno, Sarkozy si è mosso contro Gheddafi. L’Italia non voleva la guerra, ha cercato di tutelare la stabilità di quel Paese strategico in un momento in cui si prospettavano accordi commerciali importanti, e intese sul controllo dei flussi migratori siglati con Gheddafi nell’agosto 2010, a Roma.

La coalizione a guida francese sostenuta da Gran Bretagna e Stati Uniti non ha stabilizzato il Nord Africa, forse il contrario. E probabilmente quell’alleanza ha colto l’occasione per allontanare l’Italia dalla Libia, per rimuovere definitivamente gli interessi italiani legati alla questione energetica.

Nel 2014 un nuovo conflitto tra Tripoli e Tobruk investe uno dei territori di passaggio per quasi tutti i migranti che dall’Africa si dirigono in Europa. Al momento la svolta decisiva per la Libia sembra lontana.

Macron quasi all’inizio del suo insediamento ha organizzato un vertice con gli attori più importanti dello scacchiere libico.

Il Governo di Tripoli mostra insoddisfazione per le molte notizie, non veritiere sulle condizioni dei “Centri di accoglienza visitati da giornalisti italiani che, una volta verificata l’assenza di soprusi, hanno scritto il contrario sui quotidiani italiani”. Inoltre, aggiunge il funzionario del Ministero degli Affari Esteri, delegato dal Governi libico: “Siamo di fronte a organizzazioni molto potenti che possiedono navi le quali possono violare le nostre acque territoriali, e prelevare le persone in mare. Le navi pronte a recuperare i migranti sono informate sulle partenze dei gommoni, altrimenti, non potrebbero essere presenti velocemente in acque libiche. Oltre a ciò, sono dotati di ottimi mezzi di informazione.

In Libia si aspetta la visita del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini si auspica possa comprendere meglio le problematiche.

Intanto in Italia la tensione con i partner europei resta alta.

Il Procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro non fa mistero e, a partire dalla scorsa primavera, ha iniziato a indagare sulle presunte collusioni tra Ong e il traffico di esseri umani. “La situazione va debellata, ma non basta la nostra collaborazione con la Libia. Negli ultimi mesi la diffusione dei centri di raccolta, pieni di migranti pronti a partire che vanno in pasto alle Ong si è diffusa”.

Le organizzazioni secondo il Procuratore capo Zuccaro favoriscono il traffico, anche a causa della loro presenza serrata a ridosso delle acque libiche. Spiega il perché: “Le navi stazionano sempre più a ridosso della linea d’acqua libica per cui gommoni scadenti possono essere mandati alla deriva anche senza scafisti, ma solo con i cosiddetti facilitatori. Mentre lo scafista spesso è uno dei migranti a bordo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *