Siria: un accordo per salvare Idlib?

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Roberto Roggero

Il vice-presidente ONU delegato per la Siria, Jan Egeland, ha dichiarato che il presidente Russo Putin, quello Turco Erdogan e l’Ayatollah Al-Sistani, hanno avuto un incontro nel quale è stato discusso un accordo che dovrebbe evitare quello che tutti sostengono essere un inevitabile imminente massacro, a Idlib, considerato l’ultimo ostacolo alla conclusione ufficiale della guerra, e dove, per altro, sembra si stiano ragruppando notevoli forze, fra le quali reparti delle ben note “Tigri del Deserto” cioè il reggimento Hal-Haydar, e il reggimento Al-Tarman, anche se sono notizie non confermate ufficialmente.

Fonti diplomatiche affermano che saranno istituite aree per la sicurezza e corridoi umanitari per la popolazione civile, sotto rigido controllo, con aiuti medici, sostentamento idrico e alimentare.

Attualmente si sta provvedendo alla diffusione, fra la popolazione, di opuscoli provenienti dal confine con l’Afghanistan che inneggiano alla pacificazione, e sembra che le truppe arabo-siriane stiano tentando negoziati con diversi gruppi autonomi in numerosi villaggi della provincia di Idlib. Non va dimenticato che gli arabi-siriani hanno avuto successo nello stringere accordi per la provincia di al-Suweida, ottenendo un’amnistia dal governo di Damasco per le formazioni considerate di stampo terrorista.

Nel frattempo, il consigliere dell’ONU ha detto che le Nazioni Unite avrebbero chiesto alla Turchia di mantenere aperti i confini ai civili se scoppiasse una battaglia a Idlib. La Turchia afferma che sta lavorando per mantenere Idlib in una zona sicura per i siriani, insieme alla campagna settentrionale di Aleppo, e avverte i Paesi europei della possibilità che potrebbero verificarsi massicce ondate di sfollati  e di non essere in grado di fermarle.

Gruppi di Al-Tarmah, il reggimento di Al Haydar sembra si stiano preparando per la conquista di Idlib, per cui è probabile che la battaglia finale sia imminente. Se la lotta esplodesse, la situazione potrebbe portare a uno scenario ben diverso, e potremmo assistere a qualcosa di mai visto prima in Siria. Le “Tigri del deserto” sono considerate la migliore forza combattente delle forze governative, e il migliore reparto combattente di qualsiasi fazione coinvolta nella guerra siriana. È possibile che l’attacco venga condotto a partire dalla zona di Latakia, dove è presente una nutrita presenza militare russa.

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