Sit-In a Montecitorio – Diversi parlamentari in prima fila

(Talal Khrais NNA) – Nella Capitale italiana si è svolto un sit-in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, per chiedere al governo italiano di fermare l’aggressione azera contro gli armeni del Nagorno Karabakh (Artsakh) e il riconoscimento della sua indipendenza. All’iniziativa hanno partecipato parlamentari italiani di vari partiti, tra cui il leader della Lega Nord Matteo Salvini che, prima del suo arrivo alla manifestazione ha twittato: “Sono con l’Armenia. Sono a fianco del pacifico popolo armeno e condanno l’aggressione contro di loro”.

Erano presenti armeni e simpatizzanti giunti da tutta Italia, con striscioni e bandiere dell’Armenia e del Nagorno Karabakh. Si sono radunati tutti davanti al Parlamento italiano per chiedere al governo una posizione chiara per fermare l’aggressione contro la Repubblica Indipendente dell’Artsakh.

Nell’incontro, che ha riunito rappresentanti e sostenitori del popolo armeno, alcuni parlamentari italiani hanno invitato il governo italiano a riconoscere l’aggressività del sultano turco Erdogan sul pacifico popolo armeno. Hanno chiesto di non tradire il popolo armeno e di non restare indifferenti all’aggressione al Nagorno Karbakh per gli accordi petroliferi con l’Azerbaijan.

Hanno preso la parola parlamentari, esponenti soprattutto dei partiti dell’opposizione (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega), della maggioranza (M5S e Italia Viva) e due parlamentari del Gruppo misto. Uno dei partecipanti alla manifestazione ha dichiarato alla National News Agency: “Tutti coloro che hanno parlato hanno condannato la Turchia, che è entrata direttamente nella guerra contro il popolo armeno inviando mercenari dalla Siria e che sta dirigendo le operazioni militari, minacciando l’esistenza del popolo armeno”. Alcuni degli oratori hanno attaccato anche Israele e il suo primo ministro Benjamin Netanyahu chiedendogli di interrompere la fornitura di armi all’Azerbaijan. Hanno sottolineato che: “Israele sta fornendo all’Azerbaijan armi di ultima generazione sottoponendo il Nagorno Karabakh e l’Armenia a una violenta aggressione da parte degli azeri, questi ultimi hanno anche il supporto attivo della Turchia, che fornisce all’Azerbaigian armi e attrezzature militari, oltre a reclutare jihadisti dalla Siria per combattere contro gli armeni”.

Anche il senatore Enrico Aimi di Forza Italia ha chiesto al governo italiano di condannare l’aggressione turco-azera contro l’Armenia e ha affermato: “Mentre il mondo deve affrontare la minaccia più pericolosa di sempre, ovvero l’emergenza causata dalla pandemia del corona virus, assistiamo, nel XXI secolo, alla rinascita dell’Impero Ottomano, lanciata dal sultano Erdogan.

L’alleato turco dell’Azerbaijan attacca l’Armenia, provocando il triste ricordo del genocidio del 1915, un’altra violazione del diritto internazionale che Ankara spesso ignora, come nel caso della disputa sul Mar Egeo con la Grecia”.

Il senatore Aimi ha dichiarato che: “Ancora una volta il Nagorno Karabakh è diventato un focolaio di scontri, che hanno causato 30.000 vittime durante la guerra del 1991-1993. L’Italia deve essere in prima linea nella mediazione diplomatica affinché si mettano tacere le armi e si faccia prevalere la voce della ragione”. Anche la Comunità Armena in Italia ha chiesto il riconoscimento internazionale del diritto all’indipendenza dell’Artsakh. Il presidente della Comunità Armena, ha ribadito: “Il riconoscimento internazionale del diritto all’autodeterminazione dell’Artsakh è l’unico modo per garantire il diritto alla vita e alla sicurezza del territorio del Nagorno Karabakh. Il mondo deve affrontare e risolvere la questione”.

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