Situazioni oscillanti tra grandi potenze

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Talal Khrais , Paola Angelini – Roma
Bogdana Ivanova – Bruxelles
Mohamad Ballout – Teheran
Jafar Mhanna, Mohamad Eid – Damasco

Stati Uniti e Federazione Russa utilizzano modalità di approccio differenti, si alleano a volte all’uno o all’altro rivale in un continuo e inutile confronto volto all’affermazione della propria egemonia.

Situazioni oscillanti tra grandi potenze: Trump contro tutti, tutti contro Trump.

Gli Stati Uniti intimidiscono Teheran e Damasco (Siria). La Turchia prende le distanze dagli Stati Uniti. La Federazione Russa cerca le vie diplomatiche per evitare conseguenze disastrose principalmente in Siria e nella Repubblica Islamica dell’Iran, e tratta con gli Stati Uniti su come prevenire un nuovo attacco contro l’esercito siriano con il pretesto dell’uso delle armi chimiche.

James Mattis  newsAssadakah

Al capo del Pentagono, James Mattis, nel corso di una conferenza, è stato chiesto se teme che la Russia possa allontanarsi dalle autorità siriane se dovessero condurre un attacco chimico nella provincia di Idlib ultima roccaforte dell’opposizione armata. James Mattis ha risposto: “Vi assicuro che il Dipartimento di Stato è in contatto con la Russia per evitare una tale possibilità”.

Le autorità siriane respingono categoricamente le accuse statunitensi sull’uso di armi chimiche, e la Repubblica Islamica dell’Iran chiede all’Europa di intensificare gli sforzi per salvare l’accordo internazionale sul nucleare iraniano, dopo il ritiro degli Stati Uniti, e il ripristino delle sanzioni americane. L’istanza è arrivata da Bahram Qassemi, portavoce del ministero degli Esteri iraniano che durante una breve riunione con i giornalisti a Teheran ha detto: “Insistiamo affinché i Paesi europei si impegnino con maggiore serietà e rapidità per salvare l’intesa”. Da Teheran arriva anche un suggerimento da parte della Guida spirituale della Repubblica Islamica dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei convinto della necessità di: “Restare vigili rispetto ai piani degli Stati Uniti che danno origine a ostilità tra le nazioni musulmane”. La Repubblica Islamica dell’Iran subisce danni economici rilevanti per il timore di altre sanzioni statunitensi, per le incertezze economiche provocate da una gestione poco attenta, dalla valuta iraniana che registra il minimo storico di 90.000 rial per 1 dollaro USA. Gli esiti derivanti da queste criticità hanno incoraggiato i commercianti, e i proprietari dei negozi ad organizzare manifestazioni contro il governo e a scioperare nel mercato centrale di Teheran. A settembre la Repubblica Islamica dell’Iran ospita un importante summit sulla Siria al quale parteciperanno la Federazione Russa e la Turchia, vittime delle sanzioni americane.

In un messaggio diffuso in occasione dell’hajj, pellegrinaggio annuale di milioni di Musulmani no a La Mecca, l’ayatollah Ali Khamenei ha detto che quella degli Stati Uniti è: “Una politica guerrafondaia contro l’Islam e i musulmani. Il loro desiderio e i loro sforzi sono diretti a far sì che i musulmani siano uccisi da altri musulmani”.

Nel frattempo l’Europa cede alle pressioni americane e diventa complice della politica di aggressione di Trump. A luglio 2017, la National Iranian Oil Company (Nioc) aveva firmato un contratto con il consorzio internazionale, guidato da Total, (50,1%) per lo sviluppo della fase 11 di South Pars giacimento iraniano al quale partecipavano anche Cnpc (30%) e Petropars (19,9%). Complessivamente il valore del contratto ammonta a 4,8 miliardi di dollari. Il 17 maggio 2018, il gruppo francese aveva annunciato che si sarebbe ritirato dal progetto senza una deroga alle nuove sanzioni degli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran decise dal presidente Trump. L’8 maggio aveva annunciato il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano e il ritorno delle sanzioni contro Teheran, il ministro iraniano ha detto: “Insistiamo affinché i Paesi europei si impegnino per salvare l’intesa. L’Iran rafforzerà la sua presenza militare in Siria”. Il ministro della Difesa iraniano, Generale Amir Hatami, è stato a Damasco (26 agosto) per incontrare ufficiali militari e funzionari della difesa, nelle località in cui sono ospitate le basi iraniane schierate con l’esercito di siriano, ma la presenza degli alleati iraniani disturba Israele, alleato degli Stati Uniti.

Quasi tutte le linee aeree occidentali hanno sospeso i piani di volo verso Repubblica Islamica dell’Iran. La compagnia della Total ha confermato di aver comunicato alle autorità iraniane il proprio ritiro dal contratto che prevedeva lo sviluppo della fase 11 del giacimento di gas, South Pars che si trova lungo il confine tra Iran e Qatar. Il gruppo petrolifero francese Total: “Segue il suo corso e il ritiro del contratto, alla scadenza dei 60 giorni previsti per ottenere un’eventuale waiver (rinuncia) delle autorità Usa, non è stato ottenuto nonostante il sostegno delle autorità francesi ed europee”. La Total in una nota fa sapere: “Di non essere stata informata da una figura ufficiale del gruppo cinese Cnpc, ma il gruppo ha il diritto di rilevare la nostra quota se (Cnpc) lo deciderà”.

Rouhani news Assadakah

Il Presidente Hassan Rohani in occasione dell’evento dedicato all’industria della difesa ha dichiarato: “Gli americani hanno imparato che attaccare potrebbe avere delle serie conseguenze. L’attuale amministrazione americana è inaffidabile e il Congresso degli Stati Uniti è ostile nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, è stata approvata una legge che vieta a Trump di dichiarare guerra all’Iran”.

Hassan Rohani ha rivelato i nuovi successi dell’industria militare iraniana includendo la recente progettazione del jet Kowsar. Auspica di raggiungere l’indipendenza in materia di difesa e sicurezza: “Abbiamo costruito il motore con sistema radar, il jet è stato progettato e fabbricato in collaborazione con esperti dell’Iran Aviation Industries Organization (Iaio), e altri enti del ministero della Difesa, dell’Aeronautica, dell’Università e di aziende specializzate. Questo ci rende orgogliosi”.

Naturalmente non sono stati diffusi i dettagli sulle caratteristiche tecniche del jet, la flotta iraniana è composta in maggioranza da caccia americani fabbricati prima del 1979, e dai russi.

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