Summit a Tehran

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Talal Khrais, Paola Angelini – Roma
Con la collaborazione di Mohamad Ballout – Teheran

I leader di Federazione Russa, Repubblica Islamica dell’Iran, Repubblica Turca si sono incontrati a Teheran per discutere la questione Siria. Un vertice trilaterale di grande interesse per il destino della regione Mediorientale, le risoluzioni saranno decisive, in particolare per la Siria, e per quei paesi provocati dal Presidente degli Stati Uniti, che negli ultimi mesi ha introdotto una serie di sanzioni unilaterali contro le tre nazioni.

Le conseguenze della guerra sono sempre disastrose e chi paga il prezzo più alto sono i civili, la messa a punto degli accordi sulle zone di de-escalation e la regolarizzazione del processo politico richiedono rapporti continui a vari livelli intergovernativi. Per le zone di de-escalation siriane, e per una risoluzione politica gli accordi dispongono alla riconciliazione tra opposizione e Governo nel sud, nel sud ovest e nella Ghouta Orientale. I tre leader hanno deciso con spirito collaborativo la sorte della provincia di Idlib, ultima roccaforte dell’opposizione armata.

Sayed Hassan Rohani, Recep Tayyp Erdogan, Vladimir Putin manifestano soddisfazione per il contributo che ha caratterizzato il summit di Teheran, anche se non é stata fissata alcuna tregua.

L’aspirazione comune è quella di concludere la vicenda di Idlib senza causare disastri alla popolazione, mentre la comunità internazionale teme una catastrofe umanitaria senza eguali in caso di offensiva delle truppe lealiste ammassate attorno a Idlib. Non si possono lasciare i terroristi di al Qaeda indisturbati mentre minacciano la sicurezza e trattengono la popolazione di Idlib in ostaggio. I terroristi concentrati nella zona di Idlib mettono in pericolo la sicurezza internazionale e regionale, mentre Al Nusra cerca di mantenere il controllo sul territorio, pertanto, il congelamento della situazione è inaccettabile. L’Ambasciatore russo all’Onu, Vassily Nebenzia ha detto:“Le capitali occidentali, guidate da Washington, si sforzano di impedire la caduta dei loro protetti estremisti”. L’inviato delle Nazioni Unite in Siria, Staffan de Mistura si è rivolto (in videoconferenza) al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: “Va data una possibilità a qualsiasi proposta finalizzata a evitare una delle più grandi tragedie umanitarie della storia contemporanea”.

Per Hassan Rouhani la Siria deve riprendere il controllo di tutto il suo territorio e gli USA dovrebbero abbandonare il Paese.

Il vertice trilaterale dei tre leader ha dovuto tenere conto delle preoccupazioni turche: sì alla liberazione di Idlib ma senza danni alla sicurezza della Turchia che non può accogliere altri rifugiati dopo aver concesso ai siriani ospitalità dal 2011 (inizio della guerra in Siria). Come sembra la Turchia tenterà di liberare Idlib dalle organizzazioni armate, nel frattempo l’Esercito Siriano continuerà la sua operazione contro le postazioni dei cosiddetti jihadisti, sostenuto dai jet russi.

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