Teheran: “Le forze americane non sono più una minaccia, ma un obiettivo”

Tito Spina – Mel Sembler, ex ambasciatore statunitense in Iraq, qualche anno fa disse: “Chi crede che ci si lasci scappare il petrolio del Medio Oriente, o è stupido, o non conosce l’America“. Era il 2003-2004, quando la guerra di Bush in Iraq raggiungeva il suo culmine. Tuttavia, mentre la tensione raggiunge livelli altissimi nell’area del Golfo Persico, gli americani hanno pensato bene di aumentare la propria presenza militare nell’area. A tal proposito, il comandante della marina iraniana ha dichiarato che gli Stati Uniti devono lasciare il Golfo Persico, condannando la decisione di aumentare la propria presenza militare nella regione.

La presenza degli americani nella regione del Golfo Persico è giunta alla fine e devono lasciare il Medio Oriente“, ha dichiarato domenica scorsa l’ammiraglio Hossein Khanzadi.

L’ammiraglio Hossein Khanzadi

Washington sta cercando di aumentare le probabilità di guerra, e sullo stesso tema un comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran, Amirali Hajizadeh, ha dichiarato che la presenza militare degli Stati Uniti prima era una seria minaccia, ora rappresenta un obiettivo: Una portaerei con almeno 50/60 aerei da combattimento e seimila forze militari al suo interno era una seria minaccia per noi in passato, ma ora è un obiettivo e le minacce sono passate alle opportunità”.

L’alto comandante iraniano del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha sottolineato che i missili iraniani sono in grado di colpire navi statunitensi da una distanza di 300 chilometri e che i nuovi missili hanno una gamma ancora maggiore di 700 chilometri, che consente loro di colpire obiettivi oltre il Golfo. Il Pentagono ha anche annunciato che gli Stati Uniti hanno schierato una nave d’assalto anfibia e una batteria di missili Patriot per sostenere la portaerei e i bombardieri B-52 già inviati nel Golfo Persico.

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