Testa di Tutankamon venduta all’asta: l’Egitto protesta: “E’ un furto”

Tito Spina – Risale a circa tremila anni fa, ed è un reperto storico di valore inestimabile, testimonianza di una delle civiltà più fiorenti del mondo antico. Una piccola scultura, di 28 centimetri, in quarzite marrone, che raffigura il famoso faraone Tutankamon nei panni del dio Amon, è stata battuta all’asta per 5,2 milioni di euro, da una base di 4,5 milioni, e ora ha un nuovo padrone, nonostante le comprensibili proteste delle autorità egiziane che avevano chiesto alla casa d’aste britannica Christie’s di sospendere la vendita, sostenendo che la scultura è stata sottratta dal tempio di Luxor negli anni ’70 e della quale si erano perse le tracce. Chistie’s ha risposto esibendo la documentazione attestante la lista degli ultimi proprietari del reperto, sottolineando che non si è mai avuta notizia di indagini in merito.

Il responsabile e segretario generale del Consiglio delle antichità del Cairo, Moustfa Waziri, ha già fatto sapere che le autorità egiziane procederanno per vie legali.

Il ministero degli Esteri egiziano aveva già annunciato interventi, chiedendo a Christie’s di produrre i documenti che dimostrassero la legittima proprietà della testa proveniente da una nota collezione privata di reperti egizi, la Resandro Collection, dopo due passaggi di mano negli anni ’60-’80, inoltre dal Cairo era già stato diffuso l’annuncio di aver coinvolto le autorità britanniche e l’Unesco per fermare le procedure di vendita di altri oggetti inclusi nel lotto sulla base di una legge del 1983 che dichiara proprietà statale egiziana opere antiche di cui non fosse stata accertata precedentemente l’appartenenza. Nonostante ciò il reperto è attualmente nelle mani del nuovo acquirente. La vicenda quindi è tutt’altro che conclusa.

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