Ultime sulla guerra in Siria: le menzogne sulle armi chimiche

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Talal Khrais –  Paola Angelini, Roma
Jafar Mhanna, Hama
Mohamad Eid, Aleppo
Bogdana Ivanova, Mosca

Il ricorso alla guerra come mezzo di risoluzione delle dispute internazionali è stato per lungo tempo considerato legittimo, ma la guerra è una macchina mostruosa perché una volta messa in movimento travolge tutti. Le ragioni che la sollecitano sono gli interessi economici, l’avidità di potere, l’industria delle armi, i vantaggi geopolitici. La guerra trasforma i legami tra i paesi lasciando sempre un segno permanente, più volte gli Stati Uniti, sostenuti dall’Europa, hanno sospettato che le Forze Governative Siriane utilizzassero armi proibite contro la popolazione. Assadakah segue da anni l’evoluzione della guerra in Siria, i nostri colleghi mantengono vive le relazioni con il territorio, per questo ritengono per esempio, che il comportamento degli USA, nell’osteggiare lo Stato siriano, favorisca  le organizzazioni terroristiche che combattono in Siria.

Uno sviluppo analogo, sull’uso delle armi chimiche, venne utilizzato per screditare  Saddam Hussein, leader assoluto dell’Iraq dal 1979 al 2003.

La guerra lentamente è penetrata nella quotidianità del Medio Oriente, dall’Iraq sventrato, alla Siria, fino allo Yemen bombardato, e alla Libia senza Stato dopo l’uccisione di Gheddafi avvenuta nel 2011.


Vasily Nebenzya, Rappresentante permanente russo presso l’ONU durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dichiarato: “La Russia ha le prove sulle provocazioni in preparazione in Siria, il Presidente Bashar al Assad non potrebbe in nessun caso dare l’ordine di usare armi al cloro perché l’Esercito siriano non ha armi chimiche nei suoi arsenali. L’uso delle armi chimiche, da parte di Damasco, sarebbe dannoso e autolesionistico sia politicamente che militarmente, l’azione favorirebbe gli  USA, la Francia, il Regno Unito che continuano con le minacce con il pretesto dell’uso di armi chimiche”.

I colleghi Assadakah corrispondenti nelle Provincie di Hama e Aleppo, il reporter Jafar Mhanna ricevono notizie dirette dai colleghi di Idlib dove sono riprese le simulazioni dei finti attacchi chimici. Le Organizzazioni terroristiche contano sul sostegno occidentale per sferrare un duro colpo alle Forze Governative, che favorirà l’avanzamento di Hay’at Tahrir al Cham e altre organizzazioni legate a al Qaedah.

Il Centro russo per la riconciliazione delle parti in conflitto in Siria afferma di aver ricevuto le stesse informazioni da fonti presenti a Idlib, e nei dintorni della città roccaforte dei ribelli. Le riprese che fingono un attacco chimico da parte dell’Esercito siriano sono iniziate.


Il collega di Assadakah,  Mohamad Eid si trova a Jisr al-Shughur nella provincia di Idlib e racconta che: “Secondo gli abitanti in città sono arrivati dei guerriglieri con i contenitori contenenti sostanze chimiche a base di cloro per dare l’idea della naturalezza durante le riprese dell’attacco. Per amministrare le riprese dell’attacco (con le armi chimiche) a Jisr al-Shughur sono giunte intere squadre di operatori di ripresa che lavorano per i canali TV mediorientali, e che forniranno le immagini alle TV straniere. Le riprese provocatorie svolte a Jisr al-Shughur verranno trasmesse successivamente dalle redazioni dei canali televisivi”.

Lo scenario del falso attacco (con armi chimiche) prevede un successivo intervento da parte dei Caschi Bianchi che dovrebbero aiutare i civili (dopo l’attacco con bombe dell’aviazione siriana come l’anno scorso durante la liberazione della Ghouta). I Caschi  Bianchi hanno sempre operato al fianco delle milizie armate  Jabhat al-Nusra, e  Al Qaida nella città di Aleppo, nel Golan e negli altri territori siriani occupati dai terroristi. Un’attività supportata dall’amministrazione Obama che pur di combattere il regime di Bashar al Assad ha trasferito dei finanziamenti (pare per 23 milioni di dollari) provenienti dalle casse di UsAid – agenzia umanitaria del Dipartimento di Stato – e dal sostegno di star di Hollywood George Clooney e Justin Timberlake, o di politici come Hillary Clinton e l’ex ministro degli esteri britannico Boris Johnson, guadagnando consensi tra l’opinione pubblica occidentale. In Gran Bretagna e in Germania viene garantita l’ospitalità dei Caschi Bianchi ma si respingono gli immigrati  per motivi di sicurezza. Tre mesi fa, è stato attuato un piano operativo che ha garantito l’evacuazione in Giordania di 800 Caschi Bianchi, in fuga dai territori del Golan siriano attraverso un corridoio umanitario messo a disposizione da Israele.

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