Yemen: dimenticato dai media

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Paola Angelini

È una tragedia dopo l’altra nello Yemen martoriato e dimenticato dai media.

Da marzo 2015 si combatte tra la fazione dell’ex presidente yemenita Abdel Rabbo Mansour Hadi, appoggiato dall’Arabia Saudita, e i ribelli Houthi, appoggiati dalla Repubblica Islamica dell’Iran.

L’Europa non parla della necessità di un’intesa tra le parti, e nel frattempo, lo Yemen ha diritto di difendere la sua indipendenza. Non si parla sufficientemente della strage dei bambini, dei poveri, e di tutti coloro che sono stati uccisi dalle bombe, e dai jet F35 di produzione non europea per distruggere un Paese ribelle alle prepotenze.

Una guerra incomprensibile contro il Paese più povero nel mondo Arabo, e il mondo non ferma gli aggressori, non si ribella.

La popolazione civile, che già prima del conflitto, era la più indigente della Penisola Arabica, continua a soffrire sia per gli effetti diretti della guerra sia per la situazione umanitaria catastrofica. Stime ONU hanno calcolato che milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, e più di un milione sono i casi sospetti di colera.

Quello che sta succedendo non ha precedenti, è un vero massacro contro lo Yemen che non può scomparire, contro lo Yemen culla di storia e civiltà.

I romani la chiamarono arabia felix, lo Yemen è conosciuto per i suoi templi, per le sue meraviglie ingegneristiche, per le ricchezze, per i siti archeologici, che purtroppo, sono stati distrutti o gravemente danneggiati, anche nella città vecchia di Sana’a, in un famoso quartiere con le case-torri in mattoni, i danni sono irreparabili.

Tutto è iniziato quando il popolo yemenita espresse la volontà di non voler restare sotto il dominio di dittature, ma scelse le sue alleanze in armonia con suoi interessi nazionali.

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