Yerevan: “Azerbaijan con i terroristi dal 1992”

L’Azerbaigian ha iniziato la sua cooperazione con i terroristi durante la prima guerra del Karabakh, nel 1992-1994, ha detto in una conferenza stampa ad Armenpress il consigliere capo del primo ministro armeno Vagharshak Harutyunyan. Ha affermato che la macchina della propaganda azero-turca sta cercando di fuorviare la comunità internazionale e afferma che non c’è partecipazione turca alle operazioni militari contro il Nagorno Karabakh, che non ci sono mercenari portati nella zona del conflitto, che le chiese e le strutture civili non vengono presi di mira. Tuttavia, ha aggiunto, i Paese co-presidenti del gruppo di Minsk affermano cose completamente diverse.

“Il capo dell’intelligence russa ha dichiarato che ci sono terroristi mercenari nella zona di conflitto del Nagorno Karabakh. Il presidente russo, parlando al telefono con il presidente della Turchia, ha espresso la sua preoccupazione per la questione. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato una cosa simile, anche il segretario di Stato americano ha accusato la Turchia di fornire mercenari all’Azerbaigian”, ha detto.

Vagharshak Harutyunyan ha aggiunto che altri Paesi, come l’Austria e la Grecia, ne hanno discusso. Ha fatto notare l’esistenza di prove che l’avversario sta cercando di nascondere. “L’Azerbaigian ha iniziato la sua cooperazione con quei criminali terroristi nella prima guerra del Karabakh, nel 1992-1994”, ha detto il consigliere capo del primo ministro.

Ha mostrato il documento che lo prova. “Il Capo di Stato Maggiore dell’Azerbaigian Najmeddin Sadikov ha firmato un documento secondo il quale 520 persone sono coinvolte in una delle unità militari dell’Azerbaigian e partecipano alle operazioni di combattimento. Dopo di che c’è l’ordine di chiamare gli ufficiali di riserva che conoscono il farsi. Ciò dimostra che l’Azerbaigian ha aperto il suo percorso di cooperazione con i terroristi nel 1992 e oggi continua queste azioni portandoli nella regione”, ha aggiunto. Vagharshak Harutyunyan ha affermato che questa è una minaccia non solo per l’Artsakh e l’Armenia, ma anche per i paesi dell’intera regione. Lo hanno annunciato anche Iran e Russia.

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